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3 FEBBRAIO 2012: ASL FROSINONE IN RITARDO DI 5 MESI NEI CONTRIBUTI DELLE SPESE DI VIAGGIO DA E PER I CENTRI DIALISI DENUNCIA SUL QUOTIDIANO LA PROVINCIA INTERVIENE L'ASSOCIAZIONE

 

Nella ASL d Frosinone i contributi da e per i centri dialisi non vengono erogati da 5 mesi, stanchi di aspettare gli interessati inviano una denuncia al quotidiano "La Provincia" e interessano l'associazione che scrive al Direttore Generale, "... La scrivente associazione è intervenuta più volte sia per iscritto, che telefonicamente con i singoli distretti sanitari per sollecitare i pagamenti, in quanto, per le persone in dialisi che non usufruiscono di servizi di trasporto collettivo, le spese sono vive e costanti nel tempo, per questo la citata delibera di Giunta regionale prevede che il contributo deve essere erogato con cadenza mensile e successive circolari hanno scadenzato i tempi delle procedure. Difficilmente un distributore di carburanti erogherà la benzina con la promessa di essere pagato quando la ASL pagherà. ...." Aspettiamo la risposta.

(L'articolo completo e la lettera )

 

 

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2 FEBBRAIO 2012: PAVIA OSPEDALE SAN MATTEO, TRAPIANTO DI RENE CON DONATORE A CUORE FERMO

 

All’Ircs San Matteo di Pavia è una realtà: l’equipe del Policlinico ha trapiantato con successo negli ultimi dieci giorni tre pazienti in dialisi da lungo tempo utilizzando un rene prelevato da persone decedute per arresto cardiaco. Si tratta di una donna di 62 anni di Vigevano, di un imprenditore di Milano di 75 e di un casertano di 43. Il protocollo diventato riferimento nazionale si chiama "Programma Alba" per sottolineare “l’inizio di una nuova vita dopo il tramonto di un’altra”. E’ il nome scelto dall’equipe del San Matteo che per la prima volta in Italia ha messo a punto la procedura ed eseguito l’intervento chirurgico. Una operazione avvallata dal Comitato nazionale per la Bioetica e dal Centro Nazionale Trapianti (Cnt) con la collaborazione del Nord italia Transplant, (Nit) l’organizzazione che coordina l’attività di donazioni e trapianti in cinque regioni settentrionali. In Italia un simile protocollo non era mai stato preso in considerazione perché si riteneva un ostacolo insormontabile per il prelievo degli organi il periodo di 20 minuti previsto dalla legge per l’accertamento della morte dopo l’arresto cardiaco: “I medici ritenevano che i venti minuti di assenza di circolazione del sangue potessero danneggiare gli organi da trapiantare in modo irreversibile – spiega il responsabile del centro trapianti del rene del San Matteo dott. Massimo Abelli - In realtà in nessun altro Paese del mondo è previsto un tempo così lungo: si va infatti dai 2 ai 10 minuti. Il San Matteo ha dimostrato che, attraverso una buona organizzazione, è possibile minimizzare gli effetti negativi sugli organi nei 20 minuti di accertamento”. E non solo. L’esperienza di Pavia dice anche che la risposta della popolazione alla proposta di donazione secondo il protocollo Alba è stata del tutto positiva, con un tasso di opposizione inferiore al 6 per cento. Il programma Alba è stato possibile grazie anche a un finanziamento della Regione Lombardia che ha creduto e investito nel progetto del San Matteo. Solo ospedali attrezzati come il San Matteo, possono essere in grado di applicare questo protocollo: sono,infatti, necessari alti profili professionali, una ottimizzazione delle specialità e un affiatamento tra le diverse équipe. Inoltre, è fondamentale una forte integrazione tra ospedale e territorio, in pratica una stretta collaborazione con il 118, il sistema di soccorso territoriale. Ufficio Stampa San Matteo Serena Cipolla 01/02/2012

 

 

 

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1 FEBBRAIO 2012 CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI PRESENTATI I DATI DEL 2011, DATI SOSTANZIALMENTE STABILI

 

dott. Alessandro Nanni Costa

Nella sede del Ministero della Salute, alla presenza del Ministro prof. Renato Balduzzi, è stato presentato il Report 2011 sull'attività di donazione e trapianto in Italia, a cura del Centro Nazionale Trapianti, presenti il Direttore del Centro, dott. Alessandro Nanni Costa e il Capo Dipartimento della sanità pubblica e dell'innovazione del Ministero della Salute, dott. Fabrizio Oleari.

 

Di seguito riportiamo parte del documento del Centro Nazionale Trapianti. L'invito alla lettura è di leggere i numeri in assoluto, dai quali possiamo dire che a parte piccole variazioni in più o meno i dati del 2011 sono sostanzialmente stabili rispetto al 2010. Spicca il dato positivo del calo delle opposizioni alla donazione segno che l'Italia comprende il significato del dono, e il dato negativo della diminuzione degli accertamenti di morte cerebrale, che non vuol dire che muoiono meno persone.

 

I DATI

Confronto con l'Europa

Per fare un confronto tra i paesi europei, date le differenze di popolazione, si utilizza un dato che esprime il numero dei donatori per milione di abitanti (pmp). L’Italia con 21.7 donatori per milione è terza tra i grandi paesi europei dopo la Spagna (29.2) e la Francia (22.8) con valori più elevati rispetto al Regno Unito (10.4) ed alla Germania (15.8). La media europea è 16.9 donatori per milione. Il dato italiano è superiore del 25 % alla media europea.

Accertamento di morte

Il numero assoluto degli accertamenti di morte con standard neurologico in Italia nel 2011 è stato di 2257, in lievissima diminuzione rispetto al valore di 2289 registrato nel 2010. Il dato nazionale per milione di abitanti è pari a 37.4 con una differenza tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Centro- Sud. Nelle regioni del Centro-Nord il valore medio del dato si attesta intorno ai 42.7 donatori per milione di abitanti, con la Toscana a fare da traino con i suoi 75.8. Nelle regioni del Centro Sud il valore medio si attesta sui 30.7 donatori per milione di abitanti con punte quali Lazio e Sardegna i cui numeri sono del tutto paragonabili a quelli delle regioni del Centro-Nord.

Donazioni

Il numero complessivo dei donatori nel 2011 è 1309 contro i 1301 dell’anno precedente, con una crescita totale del 0.6%. Il trend di crescita si è stabilizzato nel secondo semestre dell’anno, periodo in cui sono stati registrati 685 donatori contro i 624 del primo semestre, con un incremento relativo del 9.7%. La regione con il più alto tasso di donazione in Italia è la Toscana. Il tasso di donazione aumenta anche in Veneto, nelle Marche e in Liguria. I dati sono stabili in Lombardia, Toscana e Puglia. È stata registrata una significativa diminuzione del tasso di donazione in Emilia (-5.4 pmp) e in Piemonte (-3.2 pmp). Sebbene il tasso di donazioni sia maggiore nelle regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Centro-Sud, dal confronto tra i dati del 2010 e quelli del 2011 emerge un incremento diffuso del tasso di donazione anche nelle regioni del Centro-Sud con l’eccezione della Basilicata e dell’Abruzzo-Molise.

Opposizioni

Nel 2011 rispetto al numero registrato degli accertamenti di morte con standard neurologici le opposizioni sono state il 28.3 %, in forte diminuzione rispetto 2010 (- 3.2 %). Nel secondo semestre dell’anno 2011 la percentuale di opposizione è scesa al 25.8%. Con questi dati l’Italia si posiziona al secondo posto dopo la Spagna, notoriamente primo paese europeo per il numero di donazione di organi e con la percentuale minore di opposizioni (18%), ma prima di paesi con una popolazione paragonabile quali Francia, Germania, Regno Unito che hanno una percentuale di opposizione superiore al 30%.

Donatori utilizzati

Il numero totale di donatori utilizzati nel 2011 è stato 1113 contro i 1095 del 2010 con un aumento percentuale di circa 1.6%. Rispetto a questo dato l’Italia presenta una situazione variegata: benché si mantenga il trend Nord-Sud rispetto al tasso di donatori utilizzati per milione di abitanti (maggiore al Nord che al Sud), l’incremento è a macchia di leopardo sul territorio nazionale. Così la regione con l’incremento maggiore di donatori utilizzati per milione di abitanti, rispetto allo scorso anno, è la Sardegna, seguita dalla Liguria e subito dopo dalla Toscana. Un incremento significativa si registra anche in Calabria, Veneto, Campania, Umbria e Sicilia. Mentre in regioni quali Emilia Romagna, Piemonte, e Abruzzo si registra una diminuzione del tasso di donatori utilizzati.

Trapiantati

I pazienti trapiantati in numero assoluto sono 2940, 64 in più rispetto al 2010. Nel 2011 è aumentato anche il numero degli organi trapiantati pari a 3135 contro 3068 dell’anno precedente. In particolare è aumentato il numero dei trapianti di rene (1539 vs 1512), di fegato (1017 vs 1002), di cuore (276 vs 273), di polmone (119 vs 107), di pancreas (58 vs 47). Anche il numero dei trapianti di rene da vivente è aumentato del 13%. I trapianti di intestino e multiviscerali diminuiscono da 6 a 4.

Trapianto di rene da vivente

Un dato molto significativo è rappresentato dall’aumento del numero dei trapianti di rene da vivente che è stato pari al 13%. Da notare che c’è una spiccata polarizzazione di genere tra donatori e riceventi: il 69% dei donatori è di genere femminile contro il 31% di genere maschile; in particolare il 36% dei reni trapiantati da donatore vivente è donato dalla madre a un figlio, il 29% dalla moglie al marito. L’incremento dei trapianti di rene da vivente e la promozione di questa scelta terapeutica rappresentano nel loro insieme un obiettivo strategico della Rete Nazionale Trapianti anche nell’ottica di un progressivo aumento dell’aspettativa di vita della popolazione italiana e di un conseguente innalzamento dell’età media dei donatori per quanto concerne il prelievo di organi da cadavere.

Liste d'attesa

In Italia il totale dei pazienti in lista d’attesa nel 2011 è stato pari a 8783, con una diminuzione significativa (-7.44%) di 706 pazienti rispetto al 2010. Dei pazienti iscritti in lista, 6594 sono in attesa di un trapianto di rene con un tempo medio di attesa in lista pari a 3.04 anni; 1000 per un trapianto di fegato con un tempo medio di attesa in lista pari a 2.17 anni; 733 per un trapianto di cuore con un tempo medio di attesa in lista pari a 2.57 anni; 238 per un trapianto di pancreas con un tempo medio di attesa pari a 3.68 anni; 382 per un trapianto di polmone con un tempo medio di attesa pari a 2.16 anni.

La percentuale di decessi per i pazienti in lista d’attesa è dell’1.87% nel 2011 per il trapianto di rene, del 7.16% per il trapianto di fegato, dell’8.22 % per il trapianto di cuore, del 10.2% per il trapianto di polmone, dello 0.98% per il trapianto di pancreas.

 

(il testo completo del documento CNT ) (il report 2011 )

 


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19 GENNAIO 2012: LAZIO - DIFFUSI DAL CENTRO REGIONALE TRAPIANTI LAZIO I DATI DELLE DONAZIONI E TRAPIANTI DEL 2011

 

Pr. Domenico Adorno

La relazione del Pr. Domenico Adorno Coordinatore regionale CRTL

 

L'Attività di Segnalazione dei Potenziali Donatori di Organi

(PDO) svolta nei Centri di Rianimazione e Terapie Intensive degli ospedale della nostra regione, con il valore di 43,8 potenziali donatori segnalati per milione di popolazione, è ancora migliorata rispetto al 2010 (+3,1 punti). Le segnalazioni sono pervenute da 23 ospedali della regione e questo dato conferma la capillarità raggiunta dalla Rete Regionale di Donazione e Trapianto e l’impegno dei Coordinamenti Ospedalieri alla Donazione di queste strutture. L'incremento del numero dei PDO è un obiettivo che deve coinvolgere tutte le strutture afferenti alla Rete Regionale Donazione e Trapianto in quanto questo riflette l'andamento dell'invecchiamento della popolazione e sempre più frequentemente soggetti in morte encefalica non sono idonei al prelievo degli organi e tessuti. Infatti, nel 2011, dei 249 soggetti segnalati solo 105, pari al 42 %, sono stati considerati dei PDO e di questi l'81% ha presentato, alla fine delle procedure di accertamento della morte, i requisiti clinici di idoneità per il prelievo di organi. Sono stati prelevati 266 organi tra reni (146), fegato (70), cuore (23), polmoni (22) e pancreas (5), e di questi, dopo una loro ulteriore valutazione clinica e/o istologica, l'85% sono stati trapiantati.

L’incidenza delle opposizioni alla donazione è stata del 29,3% confermando la stessa incidenza dell’anno precedente. Confrontando l'attività di utilizzo degli organi prelevati nel 2011 con quella svolta nel 2010 deve essere sottolineato l’incremento registrato per gli organi salvavita (polmoni, cuore, fegato) e per il pancreas (complessivamente 111 vs 84 del 2010) che ha determinato un aumento del numero di questi trapianti; altresì deve essere segnalato un calo dei reni procurati e trapiantati (116 vs. 148 del 2010). Questo dato è in parte dovuto al fatto che ben 30 reni prelevati sono stati, dopo riscontro istologico, ritenuti non idonei al trapianto da parte dei diversi servizi di anatomia patologia dei centri di trapianto. Fino al 31.07.2011 tale attività era centralizzata presso un unico servizio di anatomia patologica.

L'Attività di Segnalazione dei Potenziali Donatori di Tessuti (PDT), nel corso del 2011 è stata caratterizzata da due importanti fattori:

a) la Banca dei Tessuti Oculari ha diminuito di 5 anni il range superiore di età per l'idoneità al prelievo delle cornee;

b) l'avvio dell'attività di prelievo della Banca di Tessuto Muscolo Scheletrico,

Il primo fattore sebbene abbia determinato un lieve calo nel numero del numero di donatori di cornee rispetto al 2010 (501 vs. 564) ha permesso alla Banca di ridurre il numero delle cornee prelevate e scartate per non idoneità e ciò ha di fatto diminuito in maniera significativa i costi relativi al banking di questo tessuto con solo una lieve contrazione dei tessuti idonei distribuiti (502 cornee prelevate nel Lazio e trapiantate in regione e fuori regione vs. 522 del 2010). All’attività di procurement di cornee nel 2011 hanno partecipato 24 strutture ospedaliere. L'attività di procurement di tessuto muscolo-scheletrico è stata avviata interessando tutte le tipologia di donatore:

─ vivente per la raccolta delle epifisi femorali;

─ cadavere a cuore fermo;

─ cadavere a cuore battente.

L’attività di procurement di tessuto muscolo-scheletrico nel 2011 è stata avviata in 11 strutture ospedaliere.

Questo ha permesso di realizzare, in questo primo anno, 72 donazioni da donatore vivente e 4 prelievi da cadavere. Questa attività di banking ha consentito anche l’avvio della distribuzione di tessuto da parte della Banca ai reparti di ortopedia della regione.

L'Attività di Trapianto di Organi svolta nel corso del 2011 è stata molto complessa ed articolata tra le 5 strutture di trapianto della regione. Nel complesso sono stati eseguiti 285 trapianti anche con organi provenienti da altre regioni nell'ambito di programmi nazionali, interregionali o per accordi tra Regioni:

─ 138 di rene; ─ 98 di fegato; ─ 26 di cuore; ─ 19 di polmone; ─ 4 di pancreas.

Le caratteristiche peculiari di alcuni Centri di Trapianto hanno, inoltre, portato a realizzare dei trapianti combinati ed in particolare:

─ 4 trapianti di fegato-rene; ─ 3 trapianto di rene-pancreas;  ─ 1 trapianto di cuore-polmone.

Tutta questa attività sottolinea l'alta specializzazione professionale raggiunta dai Centri di trapianto della nostra regione.

Le Liste di Attesa hanno registrato un lieve incremento numerico rispetto al 2010 in quanto sono 914 i pazienti iscritti per un trapianto di organo nei Centri di Trapianto del Lazio.

 

(il report completo con le tabelle)

 


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31 DICEMBRE 2011: TRAPIANTI, TAGLIO DEL 70% DEI FONDI ALLE REGIONI

 

Dr Alessandro Nanni Costa

MILANO – Ammonta a oltre 3 milioni di euro, pari al 70% circa, il taglio dei fondi destinati alle regioni per la rete dei trapianti, deciso nel 2010 dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ma divenuto effettivo in questi giorni, con la seduta della Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre scorso. Ma, come rileva il direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, ''sono rimaste le risorse per formazione e sicurezza, attività fondamentali per la nostra rete''. Il provvedimento approvato riguarda i fondi da ripartire tra le regioni per la rete trapiantologica e del sangue. Come ha spiegato il ministero della Salute in una nota, ''per il settore trasfusionale gli stanziamenti sono stati erogati dopo che il Centro nazionale sangue ha verificato il raggiungimento degli obiettivi di sistema fissati all'inizio del 2011. Per il settore trapianti gli stanziamenti ripartiti tra le Regioni sono destinati anche alle attività di formazione del personale sanitario e allo sviluppo di progetti per la sicurezza trapiantologica''. Anche se si tratta di tagli ''lineari robusti – spiega Nanni Costa – decisi nel 2010 per il futuro, siamo contenti perché questo Ministro, in un momento di difficoltà economica, ha mantenuto tutti i fondi che poteva mantenere e gli impegni presi. Inoltre il ministro della Salute Balduzzi ha sottolineato l'importanza della rete sangue e trapianti, nonché della terapia trapiantologica per le persone sieropositive. Tutti segnali che interpretiamo positivamente''. www.blitzquotidiano.it


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23 DICEMBRE 2011 - SIENA: DOPPIO TRAPIANTO DI RENE, UNA DELLE COPPIE COINVOLTE E’ DEL VITERBESE, INTERVENTO SVOLTO CON LA MODALITA’ CROSSOVER

 

Il viterbese sottopostosi al trapianto insieme all'équipe del policlinico di Siena

C’è una coppia di viterbesi tra i pazienti sottopostisi all’eccezionale trapianto di rene dell’ospedale Le Scotte di Siena. L’intervento, delicatissimo, è il primo realizzato nella cittadina e uno dei pochissimi in Italia. Si tratta di un trapianto in modalità cross-over. Una sorta di donazione incrociata tra due coppie di persone, in questo caso madre-figlia e moglie-marito. Ognuna delle due coppie era composta da un paziente in attesa di trapianto e un parente aspirante donatore non compatibile. Il doppio trapianto è stato eseguito tra il donatore di una coppia e il ricevente di un’altra, una volta accertata la compatibilità incrociata. I due coniugi sono originari del Viterbese, mentre nell’altro caso la mamma-donatrice proviene dalla Romania e la figlia vive a Firenze. A eseguire il trapianto, i medici dell’equipe di Chirurgia Trapianti Rene, diretta dal professor Mario Carmellini, coadiuvato dai chirurghi Andrea Collini e Giuliana Ruggieri. “Abbiamo lavorato in contemporanea su più sale operatorie eseguendo di fatto quattro diversi interventi chirurgici - spiega Carmellini – due prelievi di rene con tecnica laparoscopica e due trapianti, con grande lavoro di squadra e impegno professionale di tantissime persone. Sia i donatori che i trapiantati stanno bene e potranno tornare a casa prima di Natale”. Gli interventi sono stati realizzati con la preziosa collaborazione della Nefrologia, diretta da Guido Garosi e dell’Anestesia, diretta da Pasquale D’Onofrio. Ogni donatore ha offerto il proprio rene in virtù del grande amore nei confronti della persona cara: una mamma ha donato per la figlia e una moglie ha donato per il marito. “Nel primo caso - aggiunge Collini – la mamma proviene dalla Romania e la figlia vive ad Arezzo, nel secondo caso moglie e marito sono della provincia di Viterbo ma il gesto d’amore che lega queste persone va al di là della provenienza geografica e assume un valore universale, un gesto gratuito e generoso”. Le indagini di compatibilità immunogentica sono state effettuate all’ospedale Careggi di Firenze mentre tutti gli approfondimenti diagnostici sono stati condotti dalle diverse unità dell’ospedale senese. Il centro trapianti di rene di Siena è il quarto in Italia per numero di trapianti effettuati da donatore deceduto, dopo Torino, Padova e Novara ed è quindi il primo del centro-sud: da maggio del 2000 a oggi sono stati effettuati 542 trapianti, 61 quelli di quest’anno grazie proprio a un forte incremento dei trapianti da donatore vivente. “Il trapianto cross over - conclude Carmellini – è piuttosto complesso da organizzare perché oltre alla compatibilità genetica e alle valutazioni cliniche e immunologiche è necessario analizzare molti altri aspetti di tipo etico, sociale, psicologico e medico-legale”. Da Tusciaweb.eu

 


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19 DICEMBRE 2011 ASL RM H OSPEDALE ANZIO-NETTUNO INAUGURATO IL NUOVO REPARTO DI NEFROLOGIA E DIALISI

 

Alla presenza del Direttore Generale della ASL RM H Dr Alessandro Cipolla, del Direttore Sanitario Dr Amedeo Cicogna, del Sindaco di Anzio Luciano Bruschini e del Sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta è stato inaugurato il nuovo reparto di nefrologia e Dialisi dell'ospedale di Anzio-Nettuno. La struttura sostituisce la vecchia attiva dal 1972 ed è collocata nel nuovo padiglione "Faina". Restano invariati i posti dialisi, ma l'ampiezza dei locali con stanze dedicate ad ambulatori, e per l'addestramento alla dialisi domiciliare peritoneale, consentirà una maggiore attività della struttura. Soddisfatto il responsabile della Struttura il Dr. Franco Della Grotta.

 


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9 DICEMBRE 2011 VALMONTONE HOSPITAL STRISCIA LA NOTIZIA PER L'APERTURA DEL CENTRO DIALISI

 

Il Valmontone Hospital è una gestione sperimentale pubblico-privata del Presidio Ospedaliero di Valmontone, a tale scopo, nel 2005, fu costituita una società formata da capitale pubblico (20% Asl Roma G, 31% Comune di Valmontone) - che portò in dote la struttura del vecchio ospedale cittadino, chiuso da anni e privato (49% Magis Hospital, scelta con l’evidenza pubblica). Il progetto della struttura prevede, tra l’altro, 12 posti per l’emodialisi, quale Unità di Dialisi Decentrata dell’ospedale di Colleferro. Il Valmontone Hospital fu inaugurato, centro dialisi compreso, il 17 settembre 2006, dall’allora Assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia, dal Direttore Generale della ASL Roma G e da tutte le autorità locali. La cerimonia avvenne sotto una pioggia torrenziale e, in quanto «bagnata», nelle dichiarazioni delle autorità intervenute – ritenuta fortunata! Qui si potrebbe chiudere la storia della dialisi a Valmontone. Dal 2006 nulla è più accaduto, le vicende regionali, la cieca burocrazia, hanno fatto si che il centro non fosse mai aperto, per cavilli, più o meno fondati, ad oggi almeno 20 persone potrebbero usufruire del centro dialisi, ma sono costrette a recarsi in centri lontano anche nella provincia di Frosinone. L'associazione da anni segue la vicenda. Vedi il filmato sul sito di striscia la notizia http://www.striscialanotizia.mediaset.it/

 


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5 DICEMBRE 2011: DUE NOTIZIE POSITIVE CHE FANNO SPERARE

                               Spagna: è record di trapianti, 94 effettuati in 72 ore.

                               Veneto: trapianti: superata quota 400, crolla il no alla donazione

 

ANSAmed - Madrid, 5 DIC - Novantaquattro trapianti di organi provenienti da 36 donanti in 42 ospedali mobilitati e in sole 72 ore: è il nuovo record registrato in Spagna dal 23 al 25 novembre dall'Organizzazione Nazionale Trapianti (Ont), che conferma il primato della Spagna a livello europeo. Dei trapianti, 48 sono stati di reni, 23 di fegato, 8 di polmone, dei quali la metà bi-polmonari, e uno doppio di cuore e polmone, 2 di cuore, 3 di pancreas e uno di intestino. Secondo il direttore della Ont, Rafael Matasanz, le cifre "confermano la solidità dell'intero sistema sanitario nazionale" iberico. Due dei pazienti destinatari degli organi erano in 'urgenza zero', che significa che sarebbero morti se non si fosse proceduto all'impianto del nuovo organo. Dei 39 donanti, due erano stranieri e altrettanti erano rimasti vittime di incidenti stradali. Matasanz ha confermato che, nel 2011, il numero di trapianti in Spagna aumenterà fra il 6 e l'8% rispetto allo scorso anno.

Quotidiano Sanità.it, - 05 DIC - Se non ci saranno imprevedibili sorprese nell’ultimo scorcio dell’anno, la sanità veneta supererà ampiamente a fine 2011 la soglia d’eccellenza dei 400 trapianti d’organo. La notizia è emersa dal vertice del “Sistema Trapianti Veneto”, tenutosi lo scorso 2 dicembre a Villa Nievo Bonin Longare di Montecchio Precalcino, per fare il punto della situazione. Secondo i dati elaborati dal centro regionale al 31 ottobre, rispetto allo stesso periodo del 2010, i donatori effettivi sono saliti da 99 a119 e quelli utilizzati da 98 a110. Alla stessa data, i trapianti già effettuati sono stati 348, con una media di 35 interventi/mese: proiettando il trend da ottobre a fine dicembre, quota 400 verrà ampiamente superata. Importanti i risultati raggiunti dalla Banca degli Occhi, che tra gennaio e giugno 2011 ha raccolto circa 2000 cornee, pari al 50% del fabbisogno nazionale. Un dato eccezionalmente positivo riguarda il crollo dei dinieghi alla donazione la cui percentuale è scesa al 14% rispetto al 31,2% del 2010 e al 29% nazionale. “Un segnale assolutamente significativo – ha detto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto – che testimonia da un lato la proverbiale generosità dei veneti e dall’altro il successo della grande collaborazione tra Regione, Centro trapianti e associazioni di volontariato per informare la popolazione e far crescere, grazie alla corretta informazione la cultura della donazione.

 

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3 DICEMBRE 2011: ASL FROSINONE OSPEDALE SORA - TORNA DALLA VISITA AL CENTRO TRAPIANTI E NON TROVA LA DIALISI DISPONIBILE.

 

Pensavamo che questi episodi erano un ricordo del passato, invece accadano ancora, nonostante le normative, nonostante ci dicono che bisogna risparmiare, nonostante .........

L'articolo in formato scaricabile

 

 

 

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28 OTTOBRE 2011: ASL FROSINONE OSPEDALE FROSINONE - LA DIALISI PERITONEALE NON CHIUDERA'! MA DOVEVAMO SAPERLO DALLA STAMPA.

 

Il Direttore Generale Dr. Carlo Mirabella

Abbiamo posto il problema della dialisi peritoneale nella ASL di Frosinone con lettera del 12 settembre scorso, quando siamo riusciti a leggere la bozza dell'atto aziendale, dove nell'ospedale di Frosinone non era più inserita la Unità Operativa di Dialisi Peritoneale, mentre lo era presso l'ospedale di Cassino. Abbiamo atteso una risposta, invano. Finché nell'atto aziendale, approvato il 30 settembre scorso, abbiamo letto che entrambe le 2 Unità Operative era state soppresse. Siamo rimasti nella attesa di una risposta che tranquillizzasse le persone in cura, inutilmente. Fino a quando un gruppo di persone interessate non hanno coinvolto il sindacato UGL sanità, che ha pubblicato un articolo sul Il Tempo. Allora è arrivata la risposta, sotto forma di comunicato stampa riportata sempre dal quotidiano Il Tempo.

"FROSINONE Dopo la segnalata preoccupazione dei tanti pazienti della Ciociaria dializzati che temevano l'interruzione della dialisi peritoneale a seguito del nostro intervento sul caso e le espresse notizie sindacali su un servizio necessario e insostituibile, qual è quello della dialisi peritoneale, interviene con la massima tempestività a tranquillizzare i pazienti l'Asl frusinate che con una nota comunica: «Desideriamo tranquillizzare i nostri pazienti sul fatto che le prestazioni erogate dalla U.O.C. di Nefrologia e Dialisi - in cui è inserita l'Unità Semplice di dialisi peritoneale - continueranno ad essere assicurate a prescindere dalla configurazione interna che l'Unità Complessa andrà ad assumere. Infatti se è vero che il nuovo Atto aziendale non prevede più l'Unità Semplice è altrettanto vero che l'Unità Operativa Complessa è istituzionalmente preposta ad effettuare le metodiche dialitiche previste: emodialisi e dialisi peritoneale. Questo vale anche per gli specialisti che in essa operano e perciò, dal punto di vista operativo, non cambierà nulla: non si disperderanno le competenze professionali acquisite e non verranno eliminate le prestazioni di dialisi peritoneale». Fin qui il chiaro comunicato dell'ufficio stampa. Infatti proprio la paventata soppressione della struttura semplice di dialisi ha destato scalpore tra gli utenti. Con questa nota dell'Azienda Sanitaria frusinate sempre sensibile a avvisare tempestivamente i propri utenti sui cambiamenti dei servizi finalmente ritorna il sereno tra i dializzati che ora possono tranquillamente proseguire nelle cure e prestazioni in atto. Tutto bene quel che finisce bene specialmente in ambito sanitario. Il Tempo.it 28/10/2011 Silvano Ciocia ".

Domanda: Ma il Direttore Generale Dr. Carlo Mirabella, queste cose non poteva scriverle all'associazione un mese fa? Era necessaria l'indignazione delle persone e la figuraccia sulla stampa locale?

 

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22 OTTOBRE 2011 - STRASBURGO: OGNI GIORNO MUOIONO 12 PERSONE IN LISTA DI ATTESA PER UN TRAPIANTO.

CONSIGLIO D'EUROPA, 22 OTTOBRE GIORNATA EUROPEA DONAZIONE ORGANI.

 

STRASBURGO - Ogni giorno in Europa, nonostante tutti i progressi compiuti dalla medicina, muoiono 12 persone che sono in lista d'attesa per ricevere un organo. In totale oggi ci sono in Europa 56 mila persone che stanno attendendo di ricevere un organo che possa salvargli la vita o comunque migliorarne sostanzialmente la qualità.

E' per attrarre l'attenzione su questa realtà che il Consiglio d'Europa sin dal 1998, organizza in collaborazione con uno Stato membro diverso ogni anno, una campagna di sensibilizzazione che trova il suo culmine nella giornata europea della donazione e del trapianto di organi, che viene celebrata domani (oggi NDR).

Per quanto riguarda l'Italia, uno dei paesi europei con il maggior numero di trapianti ogni anno, nel 2010 sono morte 511 persone che erano in attesa di un organo. Il dato è contenuto nel rapporto annuale mondiale sui trapianti presentato oggi a Strasburgo.

In particolare, in Italia 159 persone attendevano un rene, 195 erano in lista d'attesa per un fegato, 98 avevano bisogno di un cuore e 59 erano in attesa di un trapianto di polmoni. Come sottolineato da uno dei principali esperti mondiali in materia, il dottor Rafael Matesanz, direttore del Organizzazione spagnola per i trapianti (Ont) - che ha realizzato il rapporto in collaborazione con il Consiglio d'Europa - l'Italia potrebbe fare molto meglio di quanto fa finora se tutte le regioni fossero in grado di riorganizzare il sistema, come è già stato fatto in Toscana. Inoltre, le regioni dovrebbero migliorare le procedure per ottenere il consenso delle famiglie all'espianto.

Con la giornata europea della donazione e del trapianto di organi, il Consiglio d'Europa - che lavora su queste tematiche dagli anni Cinquanta - vuole da un lato incoraggiare il dibattito sul tema e dall'altro stimolare soprattutto i ministeri della salute affinché sviluppino e promuovano delle procedure trasparenti ed etiche che salvaguardino il bene e il rispetto sia dei donatori, sia di coloro che ricevono gli organi.

Per migliorare l'informazione su questo tema il Consiglio d'Europa ha elaborato un kit che può essere trovato all'indirizzo Internet www.europeandonationday.org ANSA 21 ottobre, 16:49

 

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12 OTTOBRE 2011: Assistenza, LA CORTE DEI CONTI BOCCIA LA DELEGA

 

Pietro Barbieri (Fish): «Per una volta non abbiamo nulla da aggiungere»

La Commissione Finanze della Camera ha chiesto un parere alla Corte dei conti sul disegno di legge delega di riforma fiscale e assistenziale, al vaglio in questi giorni. La Corte ha formalizzato il suo parere in una articolata delibera. Sorvolando sulla parte fiscale, sulla quale comunque vengono espresse pesanti critiche, la Fish si sofferma su ciò che riguarda la delega assistenziale su cui la Corte sentenzia una sonora stroncatura.

Secondo la Corte dei Conti, quella proposta più che una riforma è un obiettivo di risparmio e di taglio dagli esiti incerti e dagli effetti imponderabili. Nella spesa sociale ci sarebbe ben poco da risparmiare, essendo l’ammontare complessivo attestato sui 30 miliardi, 40 se si considerano anche alcune prestazioni previdenziali come la reversibilità.

Poco praticabile sarebbe l’applicazione di limiti reddituali e patrimoniali per la concessione dell’indennità di accompagnamento e per le pensioni di invalidità. E su queste prestazioni monetarie la Corte annota come esse facciano parte di “una politica ‘nascosta’ di contrasto alla povertà, compensativa di un’offerta di servizi non sempre adeguata e uniformemente distribuita sul territorio”.

E invita alla prudenza: il rischio è che il risparmio ottenuto si ripresenti come esigenza di servizi adeguati ad una prevedibile impennata del fenomeno della non-autosufficienza.

Osservazioni molto critiche anche sul “fondo per l’indennità sussidiaria” che, come prevede il disegno di legge, dovrebbe essere ripartito fra le regioni con “standard definiti in base alla popolazione residente e al tasso d’invecchiamento della stessa nonché a fattori ambientali specifici”.

Secondo la Corte, il contingentamento della spesa per l’indennità di accompagnamento ribalta sulle regioni l’onere di compensare tutte le esigenze assistenziali e di sostegno che si presenteranno in futuro.

In un crescendo di critiche si giunge alla questione dei livelli essenziali di assistenza. Questi non sono definiti e ciò rischia, secondo la Corte, di portare ad una ulteriore compressione delle politiche a sostegno dei non autosufficienti.

Lucida l’analisi della storia più recente. La Corte rammenta come gli interventi di assistenza abbiano subito, negli ultimi anni, rilevanti tagli: “il mancato rifinanziamento del fondo per le autosufficienze, la riduzione degli stanziamenti per il fondo politiche sociali e per la politica abitativa hanno già sensibilmente inciso sul quadro degli interventi in ambito locale”.

Per una volta la FISH non ha nulla da aggiungere – commenta con soddisfazione Pietro Barbieri, presidente della Federazione – salvo esprimere la soddisfazione di leggere motivazioni che da anni sosteniamo espresse dal massimo organo di giurisdizione contabile”. Da Vita.it

 

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27 SETTEMBRE 2011: LA ASL RM D NEGA L’ACCESSO AGLI ATTI DELLA GARA PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO DA E PER I CENTRI DIALISI. L’ASSOCIAZIONE SCRIVE AL PRESIDENTE POLVERINI

 

Mentre tutti parlano di trasparenza degli atti amministrativi, la ASL ROMA D nega all'associazione l'accesso agli atti relativi alla gara per l'affidamento del servizio di trasporto collettivo da e per i centri dialisi. Infatti, inaspettatamente, con nota del 12 settembre scorso la Dottoressa Graziella Ansuini Dirigente UOC Affari Generali studi e documentazione, ha accolto la richiesta di accesso al testo della delibera, peraltro, già pubblicata sul sito della Regione Lazio, ma ha negato l’accesso agli allegati, citati nella delibera. Ci siamo domandati: cosa contengono di tanto “riservato” i verbali della commissione aggiudicatrice che non possono essere letti? Cosa contengono gli allegati relativi all’offerta economica delle società partecipanti? Cosa contiene il contratto stipulato tra la ASL e l’azienda aggiudicatrice della gara che non può essere letto?

Sicuramente niente di anormale, ma non lo sapremo mai. Abbiamo quindi deciso di scrivere al Presidente Renata Polverini affinché i cittadini della Regione Lazio, ai quali vengono chiesti continui sacrifici per ripianare i debiti sanitari e che spesso leggono della necessità di attuare la trasparenza degli atti amministrativi, sappiano. (leggi l'intero carteggio con la ASL RM D)

 

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23 SETTEMBRE 2011: ALLARME DELLA SOCIETA' ITALIANA NEFROLOGIA, A CONGRESSO A GENOVA

 

Dot. Rossana Coppo

Le malattie renali meritano un'attenzione pari se non superiore a quella riservata al tumore. Perché in Italia all'insufficienza renale si sopravvive meno che al tumore: il tasso di sopravvivenza dei dializzati italiani è, infatti, del 55%, contro l'84% del cancro alla mammella, il 70% di quello al colon, il 63% di quello al rene. A sostenerlo è la Società Italiana di Nefrologia (Sin), riunita a Genova per il suo 52/mo Congresso. Sulla base dei dati aggiornati a tutto il 2009, in Italia le persone in dialisi sono 45mila; coloro che hanno subito un trapianto di rene sono quasi 16mila (15.793 a tutto il 31 dicembre 2010); e sono tra i 5 e i 6 milioni gli italiani che soffrono di un danno renale. (ANSA)

“Sono dati che devono fare riflettere – ha precisato la presidente della Sin Dottoressa Rosanna Coppo. Ci dicono che quando i reni funzionano solo al 50%, la probabilità di malattie cardiovascolari o di andare incontro a un infarto aumenta di dieci volte”. (da Genova24.it)

 

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13 SETTEMBRE 2011: REGIONE LAZIO IX COMMISSIONE: POLITICHE SOCIALI. PROPOSTA DI RIFORMA DEI SERVIZI SOCIALI, PRIMO GIRO DI AUDIZIONI, ASCOLTATA L'ASSOCIAZIONE MALATI DI RENI

 

13/09/11 - "I lavori sulla riforma dei servizi sociali sono entrati nel vivo. Con questa legge che attende da dieci anni di essere varata tutto il sistema sarà finalmente razionalizzato e i servizi saranno equanimemente distribuiti su tutto il territorio regionale". Così il presidente della Commissione Lavoro e politiche sociali, Maurizio Perazzolo (Lista Polverini), a conclusione delle audizioni che si sono svolte oggi alla Pisana sulla proposta di legge regionale n. 226 d'iniziativa della Giunta regionale, concernente il "Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio". "Procederemo con le audizioni di tutti- ha proseguito Perazzolo -, in modo da arrivare a una legge quadro che sia condivisa da tutte le associazioni e da tutti gli enti interessati e apprezzata da tutte le famiglie della Regione Lazio". Alla presenza dell'assessore alle politiche sociali, Aldo Forte (Udc), oggi sono stati ascol-tati: il presidente dell'Associazione Juppiter (Fondazione Exodus), Salvatore Regoli; il direttore dell'Aiop - Associazione italiana Ospedalità privata, Mauro Casamatta; Ferdinando Gioia del Cnec, il Centro nazionale economi di comunità che solo nel Lazio raccoglie 1200 iscritti; il presidente dell'Ada - Associazione per i diritti degli anziani, Francesco Saverio Cristella; il presidente di Unindustria Sanità delle provincie di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo, Riccardo Fatarella; il rappresentante dell'Associazione malati di reni, Roberto Costanzi; il direttore generale di Assohandicap, Claudio Dell'Anno.

Tutti gli intervenuti hanno manifestato apprezzamento nei confronti della proposta di legge che, una volta attuata, consentirà agli operatori del settore e ai cittadini di dialogare con i due comparti, quello sanitario e quello sociale, come se fosse un unico interlocutore, usando una sola lingua.

"Nel Lazio ci sono 55 distretti sociosanitari: è impensabile erogare servizi in 55 modi diversi", ha dichiarato l'assessore Forte durante l'audizione. La legge in esame deve fare i conti con la recente manovra del governo e con quelle che verranno, ma anche alla progressiva riduzione dei fondi per il sociale degli ultimi anni. "Il fondo nazionale per le politiche sociali è passato da un miliardo e mezzo del 2007 a meno di duecentomilioni di euro di quest'anno", ha ricordato durante l'audizione, l'assessore Forte, il quale ha sottolineato le difficoltà di chi si trova a governare in un momento di forti tagli alla spesa pubblica. "Quando avremo il quadro complessivo dei tagli, credo che dovremo fare delle scelte drastiche - ha concluso Forte -, ma non possiamo non razionalizzare il sistema con le poche risorse che abbiamo a disposizione".

Comunicato ufficiale dal sito della Regione Lazio.

leggi la bozza non corretta dell'intervento dell'associazione PDF

 

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9 SETTEMBRE 2011:  UN PROGETTO PILOTA INCENTIVA I TRAPIANTATI A FARE SPORT

 

la dottoressa Patrizia Burra

da Il Mattino di Padova

Non è il rigetto a uccidere i pazienti trapiantati, ma gli stili di vita sbagliati: fumo, alcol e, soprattutto, sedentarietà. Se il rigetto cronico, che porta alla necessità di espiantare l'organo, colpisce il 5% dei pazienti, le malattie cardiovascolari colpiscono il 9% a cinque anni dal trapianto e il 5 a dieci anni, portando in molti casi alla morte. Sono i dati presentati da Patrizia Burra, direttore dell'Unità di trapianto multiviscerale dell'Università di Padova, nel corso dell'Esot, il congresso europeo sui trapianti d'organo a Glasgow. "Ormai - spiega Burra - di rigetto non si muore, e i farmaci ci consentono di abbassare di molto anche il rischio di rigetto cronico, che pregiudica il trapianto. Il vero nemico per i trapiantati è psicologico: si esce dalla fase acuta, ci si considera dei sopravvissuti, e spesso ci si lascia andare a livello fisico, ingrassando, bevendo e fumando. Abbiamo in particolare tre categorie a rischio: gli adolescenti, che non rispettano le regole e non si curano abbastanza, quelli a 15-20 anni dal trapianto che ormai pensano di avercela fatta e le donne che riprendono subito la vita in famiglia. Noi dobbiamo dire a questi pazienti che è un peccato mortale lasciarsi andare e rischiare di morire d'infarto solo per stili di vita sbagliati dopo aver ricevuto un dono tanto prezioso come un organo. Devono rimettersi in gioco, tornare a lavorare, e soprattutto fare molto sport". Per questo, ha annunciato Burra, il Centro nazionale trapianti "ha lanciato un progetto con Emilia Romagna e Veneto come regioni pilota, in cui lo sport viene prescritto ai trapiantati come fosse una terapia. Divideremo i pazienti in due gruppi, e tra un anno vedremo nei numeri i giovamenti avuti dal gruppo che ha praticato sport regolare, seguito da uno staff di medici sportivi". Da sanitanews.it

 

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2 SETTEMBRE 2011: RENATO SPONZILLI DIRETTORE GENERALE DELLA ASL DI LATINA “LA DIALISI RESTA A FORMIA”

 

Renato Sponzilli Direttore Generale della ASL di Latina vuole tranquillizzare tutti. Questa mattina si è tenuto l’incontro tra la Direzione Generale della ASL di Latina con Gianna Sangiorgi, segretaria provinciale di Cittadinanzattiva e Roberto Costanzi segretario dell’Associazione Malati di Reni. “La proposta di spostare la dialisi dall'ospedale di Formia al presidio di Gaeta era nata con l’intento di migliorare il servizio realizzando una nuova struttura all’avanguardia. Le osservazioni e le problematiche portate dalle Associazioni ci hanno fatto riflettere sull’importanza di mantenere integra la nefrologia con il centro di emodialisi nell’ospedale di Formia e quindi sull’inefficacia della proposta.” – Continua Sponzilli – “ Per poter migliorare l'operatività ragioneremo per razionalizzare meglio gli spazi all’interno dell’Ospedale di Formia”. Roberto Costanzi e Gianna Sangiorgi nel prendere atto della dichiarazione del Direttore Generale che chiude la vicenda, si augurano che per il futuro ci siano più informazioni dirette da parte della direzione, al fine di poter contribuire nelle scelte ed evitare quanto accaduto in queste settimane.

 

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16 AGOSTO 2011: IL FUTURO INCERTO DELLA NEFROLOGIA ALL'OSPEDALE DI FORMIA, LA DIALISI SPOSTATA AL PRESIDIO DI GAETA CHE SIGNIFICA?

 

 

 

Aggiornamento del 1 settembre: Il Sindaco di Formia Michele Forte incontra i vertici della ASL, tra le altre problematiche discusse, il sindaco ribadisce che la dialisi deve rimanere a Formia. Prendiamo atto della dichiarazione, supponendo che si riferisse alla intera Unità Operativa Complessa di nefrologia e ne faremo buon uso. Perché resta comunque da conoscerne il futuro, per questo siamo nella attesa degli incontri istituzionali richiesti.

Aggiornamento del 27 agosto: Il Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi interviene sulle proposte per l’utilizzo dell’ex ospedale Monsignor Di Liegro, riconvertito in presidio territoriale.

Per quanto riguarda la proposta di trasferire la dialisi dall’ospedale di Formia a Gaeta, il Sindaco dichiara: “questa deve stare in una struttura attrezzata per eventuali emergenze, portare questo reparto da Formia, dove funziona bene, a Gaeta non consentirebbe di mantenere un accettabile livello di assistenza e sicurezza dei pazienti”.

Prendiamo atto della dichiarazione, supponendo che si riferisse alla intera Unità Operativa Complessa di nefrologia e ne faremo buon uso. Perché resta comunque da conoscerne il futuro, per questo siamo nella attesa degli incontri istituzionali richiesti.

 

Neanche a Ferragosto, si sta tranquilli, un articolo apparso su Latina Oggi con i commenti sul vecchio progetto di trasferimento della dialisi a Formia a Gaeta, riapre la discussione come se il problema fosse nato oggi. L'intervento dell'associazione sul quotidiano Latina Oggi, ripercorre la storia e si interroga sul futuro verificato che, sembra nessuno lo conosca.

(scarica l'articolo in formato PDF)

 

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17 LUGLIO 2011: PALERMO 10 ANNI FA IL PRIMO TRAPIANTO DI RENE IN ITALIA SU UNA PERSONA SIEROPOSITIVA

 

Da ANSA.IT 17 luglio 2011 di Adele Lapertosa

ROMA - Per uno a cui non avevano dato altre speranze se non quella di una vita fatta di dialisi, Paolo ne ha fatta parecchia di strada, alla faccia dei tanti pregiudizi con cui si è dovuto scontrare. A 10 anni esatti dal suo trapianto di rene, il primo fatto su una persona sieropositiva in Italia, Paolo è oggi un uomo in piena salute, che fa una vita normalissima e che adora il mare e la pesca subacquea. Tanto che per riuscire a intervistarlo abbiamo dovuto aspettare che tornasse dalla sua gita in pattino al mare.

Oggi è dunque una giornata importante per lui e anche per Ignazio Marino, attuale presidente della commissione d'inchiesta del Senato sul Ssn, ma nel 2001 direttore dell'Ismett (Istituto Mediterraneo Trapianti di Palermo) e chirurgo che eseguì l'intervento, suscitando critiche e una lettera di censura dall'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e dal direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa, secondo cui la letteratura scientifica trapiantologica sull'argomento metteva in dubbio l'opportunità di praticare in un paziente sieropositivo un trapianto che non fosse ''salvavita, menzionando il trapianto di rene come intervento da cui astenersi''. ''Pensavo di non avere più speranza, di essere ormai condannato - ricorda Paolo - Dopo 5 anni di dialisi non ce la facevo più''. Ma navigando su internet Paolo scoprì che negli Stati Uniti alcuni sieropositivi erano già stati trapiantati. ''Tutti i medici mi dicevano però che un trapianto era una pazzia. Che era impensabile far prendere immunosopressori a una persona già immunodepressa. Tentai anche all'Ismett - continua - e Marino mi rispose quasi subito. Quando mi disse che ero un buon candidato per quell'intervento provai una gioia immensa. Mi parlò con grande tranquillità, trasmettendomi sicurezza, umanità e professionalità. Nonostante i pareri contrari di tutti gli altri, io scelsi di fidarmi di lui e lui di me''. Prima del trapianto di rene da vivente, ricevuto da suo padre, Paolo fu comunque sottoposto a controlli continui per sette mesi. Il resto è storia. ''Sono stato in ospedale appena 10 giorni - prosegue - ed è andato tutto benissimo. Non ho avuto complicazioni ne’ problemi di alcun tipo, ne' allora, ne' in tutti questi 10 anni. Se non lo sapessi, è come se non avessi fatto nulla''. E sì, perché nonostante 10 anni di farmaci immunosopressori e 20 di terapia antiretrovirale, gli ultimi esami di Paolo dicono che ha zero molecole di Hiv in circolo nel sangue, che i suoi anticorpi sono tornati a livelli normali e la sua terapia antiretrovirale gli è stata dimezzata. ''Spero che la mia storia - conclude Paolo - possa dare una speranza a chi si trova nella mia situazione di 10 anni fa''.

Auguri Paolo

 

 

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