Interventi dei Pontefici per la donazione ed il trapianto

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13 aprile 2019 Papa Francesco

 

Papa Francesco per la terza volta torna sul significato della donazione degli organi in occasione dell'udienza con i volontari dell'AIDO in occasione della XXII edizione della “Giornata Nazionale Donazione e Trapianto di Organi e Tessuti. “La donazione degli organi risponde a una necessità sociale perché, nonostante lo sviluppo di molte cure mediche, il fabbisogno di organi rimane ancora grande”. “Il significato della donazione per il donatore, per il ricevente, per la società, non si esaurisce nella sua ‘utilità’, trattandosi di esperienze profondamente umane e cariche di amore e altruismo. La donazione significa guardare e andare oltre sé stessi, oltre i bisogni individuali e aprirsi con generosità verso un bene più ampio”. Una prospettiva che permette di pensare alla donazione di organi “non solo come atto di responsabilità sociale, bensì quale espressione della fraternità universale che lega tra loro tutti gli uomini e le donne”. Dopo aver citato il passaggio del catechismo 2296 dedicato al tema "La donazione degli organi (dopo la morte) è un atto nobile e meritorio". Francesco ha sottolineato che “ciascuno di noi realizza sé stesso anche attraverso la partecipazione alla realizzazione del bene altrui”. “Ogni soggetto rappresenta un bene non solo per sé, ma per l’intera società; da qui il significato dell’impegno per il conseguimento del bene del prossimo”. Per questo è importante mantenere la donazione degli organi come atto gratuito non retribuito. Infatti, ogni forma di mercificazione del corpo o di una sua parte è contraria alla dignità umana. Nel donare il sangue o un organo del corpo, è necessario rispettare la prospettiva etica e religiosa. Per quanti non hanno una fede religiosa, il gesto verso i fratelli bisognosi chiede di essere compiuto sulla base di un ideale di disinteressata solidarietà umana. I credenti sono chiamati a viverlo come un’offerta al Signore.

(il testo dell'intervento)

 


28 maggio 2017 Papa Francesco

 

"La donazione degli organi è un atto nobile e meritorio". Così Papa Francesco, (citando il catechismo 2296), ha salutato le associazioni presenti in piazza San Pietro con il Centro Nazionale Trapianti in occasione della  XX “Giornata Nazionale su Donazione e Trapianto di Organi, Tessuti e cellule”.

(il testo dell'Angelus)

 


 

19 settembre 2014 Papa Francesco

 

"Il Papa ci ha autorizzato a dire all'esterno che bisogna incoraggiare la donazione degli organi per generosità e che l'utilizzo commerciale degli organi è immorale e un crimine contro l'umanità". A riferirlo è il Prof. Ignazio Marino, ricevuto dal Pontefice insieme a una delegazione dei massimi esperti mondiali nel campo dei trapianti, riuniti nella Capitale per approfondire il tema del traffico d'organi.

 


14 maggio 1956

29 agosto 2000

7 novembre 2008

Il discorso di Pio XII all'associazione dei donatori di cornea e l'unione italiana ciechi (in italiano)

Il discorso di Giovanni Paolo II al XVIII congresso internazionale dei trapianti Roma (in italiano)

Il discorso di Benedetto XVI ai partecipanti al congresso internazionale "Un dono per la vita"(in italiano)


28 febbraio 1956

Don Carlo Gnocchi

primo donatore di organi in Italia


Quale è la posizione delle principali religioni in merito alla donazione ed al trapianto degli organi?

Nessuna delle religioni maggiormente professate si oppone alla donazione degli organi.

La religione cattolica accetta i trapianti e la donazione degli organi è incoraggiata in quanto atto di carità ed è citata nel Catechismo come esempio di comportamento solidale e caritatevole.

La religione protestante incoraggia e sostiene la donazione degli organi,

La religione ebraica sostiene che "se è possibile donare un organo per salvare una vita è obbligatorio farlo".

Le religioni buddista, induista, mormone, quacchera e scienza cristiana non prendono posizione e demandano la decisione al singolo individuo, poiché ritengono che la donazione sia un fatto del tutto personale, la cui scelta spetta esclusivamente all'individuo.

La religione islamica approva la donazione se avviene da persone che hanno dato in anticipo il loro consenso per iscritto, a patto che gli organi non vengano conservati, bensì subito trapiantati.

La religione testimoni di Geova ritengono che il trapianto degli organi sia una decisione che spetta al soggetto interessato, e non si oppongono alla donazione.

La religione greco-ortodossa non pone dichiarate obiezioni alla donazione ed alle procedure che contribuiscono a migliorare lo stato di salute, ma è contraria alla donazione dell'intero corpo per la sperimentazione o la ricerca.

La religione Amish è riluttante se il risultato è incerto.


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