Un caro ricordo

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2 marzo 2017. Nei giorni scorsi ci ha lasciato una amica sincera, Patrizia Chiariello componente dei primi direttivi dell’associazione e socia attiva con la sua disponibilità, per la sua laurea in psicologia, a dare un supporto a chiunque la chiamava.

Aveva da poco effettuato il secondo trapianto di rene e proprio quando  si prospettava una nuova vita, tutto si è improvvisamente concluso.

Lascia il marito e la figlia nel dolore, e a tutti noi che l’abbiamo conosciuta il vuoto della mancanza. Alla famiglia le condoglianze dell’associazione tutta.

 


Il 17 ottobre 2008, all'ospedale San Giacomo, ci ha lasciato a 61 anni Giorgio Cavalli, da sempre al fianco dei malati. Negli anni si è distinto quale segretario regionale dell'ANED, e successivamente Segretario e Presidente dell'Associazione Malati di Reni, tra i fondatori del Forum Nazionale. Nei suoi interventi amava ripetere  "... se con l'operato dell'Associazione riusciremo ad evitare ad una sola persona, quanto abbiamo sofferto noi, avremo raggiunto il nostro scopo ...". Tutti noi sappiamo quanto impegno ha messo nella sua attività di volontariato, anche subendo un processo penale per difendere i legittimi diritti dei malati, dal quale ne usci vincente.

Ci ha scritto di lui il Professor Giancarlo Ruggeri "Credo che il miglior  modo di ricordarlo ed onorarlo sia seguire la sua opera con la stessa passione e limpida onestà nel vero interesse di tutti i malati".

La famiglia Cavalli, nell'impossibilità di farlo personalmente, sentitamente ringrazia, quanti in qualsiasi modo hanno partecipato al nostro lutto per la scomparsa del tanto amato Giorgio.

Certi che il di lui ricordo sarà presente nei vostri cuori e nelle vostre preghiere. 

25 giugno 1995 assemblea costitutiva dell'Associazione Malati di Reni


Il 24 settembre 2008: ci ha lasciato Rita Tucci, componente del direttivo dell'associazione da sempre, amica di tutti noi, convinta sostenitrice della Nefrologia e Dialisi dell'ospedale di Albano Laziale.

Nella malattia si è battuta da cittadina fino alla fine, convinta che essere curati è un diritto inalienabile. I funerali si sono svolti il 25 settembre ore 16,00 nella Chiesa SS Trinità di Genzano di Roma. Non dimentichiamo il suo operato.


 

Il 6 gennaio 2008 ci ha lasciato Pio Bove. Amico fraterno paladino dei diritti, rappresentante del Tribunale dei Diritti del Malato, fondatore del FORUM Nazionale, artefice di tante battaglie per affrontare con determinazione i problemi e proporre soluzioni. Al suo instancabile lavoro dobbiamo, tra l'altro, l'approvazione nel 1999 della legge 91 sull'organizzazione per i trapianti di organi e la manifestazione di volontà alla donazione. I funerali si sono svolti il 7 gennaio alle ore 15,00 presso la chiesa di S. Bonaventura, via Marcio Rutilio. Ricordiamolo con una preghiera e conserviamo con la sua memoria, la sua tenacia.

La cartolina della campagna donazione 2003 del Forum Nazionale

 

27 maggio 2011: Conferenza stampa di presentazione della giornata nazionale per la donazione e trapianto, istituzione del premio "Amici della Vita". Menzione speciale all'amico Pio Bove.

Si è tenuta presso l’Auditorium del Ministero della Salute alla presenza del Ministro della Salute Ferruccio Fazio. La conferenza stampa di presentazione della Giornata Nazionale per la Donazione e Trapianto di Organi 2011. Nell’ambito delle iniziative previste è stato istituito il premio nazionale “Amici della Vita”, che viene conferito a personalità, strutture pubbliche ed Associazioni di pazienti e di volontari, che si sono particolarmente distinte nell’ambito dell’attività della donazione e trapianti di organo. La Commissione ha ritenuto di conferire una menzione speciale a Pio Bove, Presidente del Forum delle associazioni dal 1996 al 2003, morto nel 2008, con la seguente motivazione:

“Per il competente e generoso impegno, rafforzato e sostenuto anche dalla vicenda personale, a favore di una maggiore conoscenza delle problematiche dei pazienti trapiantati e di una regolamentazione normativa delle tutele”. Su proposta del Forum Nazionale, per valorizzare la memoria di Pio, ha ritirato il riconoscimento, dal Ministro della Salute, la moglie Diletta, che ha ricordato Pio con un commovente intervento:

” - Dal tuo dono nasce la speranza e chi dona ama la vita. - Ho trovato, per caso, queste parole appuntate sull’agenda di Pio, mio marito, proprio lo stesso giorno in cui ho ricevuto la comunicazione del riconoscimento tributato alla sua memoria per l’impegno da lui profuso nella diffusione della cultura della donazione degli organi. E non è un caso che tutta la vita di mio marito si sia rivelata come un dono, ricevuto e dato. Ricevuto, quando è stato sottoposto a un trapianto di rene, che lo ha restituito di nuovo alla vita, e un dono dato, in particolare a me, ma anche a tutti coloro lo hanno conosciuto, apprezzato, amato. Pio ha messo a disposizione tutto se stesso, la sua esperienza, la sua competenza, il suo impegno e la sua professionalità a favore degli ammalati, ha offerto loro aiuto concreto e totale disponibilità, senza mancare di umiltà, rispetto e condivisione della sofferenza e riaccendendo speranza e fiducia. Per tanti è stato un amico fraterno, un compagno di lotte e di conquiste, atte a far valere i diritti degli ammalati, per tanti è stato un punto di riferimento, che ha incoraggiato e informato, per tanti si è adoperato affinché la cultura della donazione e del trapianto d’organo si sviluppasse maggiormente in Italia e venisse considerata come un dovere sociale, oltre che un gesto di solidarietà umana. Ha portato avanti e con brillanti risultati tante battaglie.

Promotore della legge 91 del 99 sul silenzio assenso informato, ha contribuito all’aumento del numero dei trapianti in Italia, ha istituito il Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato, è stato artefice di innumerevoli iniziative, senza mai stancarsi di difendere la dignità delle persone ammalate rese ancora più fragili oltre che dalla malattia dalle difficoltà e dalle ingiustizie. Sapeva per esperienza diretta che chi dona moltiplica la vita come recita lo slogan di questa settimana per le donazioni: chi dona, infatti, moltiplica la vita per sé e per gli altri: per sé, perché non vedrà la corruzione della sua carne e continuerà su questa terra a far vivere, amare, gioire e sperare un altra persona, tante altre persone. Come Presidente del Tribunale dei Diritti del Malato aveva scritto: “Con la donazione e il trapianto, l’Uomo si rivela all’Uomo, esaltando la dimensione relazionale del vivere con e per l’Altro. L’identità della persona, infatti, è costituita dall’essere dono vivente e il suo fine consiste nel donarsi. Il corpo umano è tale, in quanto, rappresenta lo spazio nel quale la persona si rivela e si realizza come dono che si fa dono in modo che l’Altro non sia più Altro da me, ma Altro di me.

Dona ciò che ti è stato a tua volta donato: la nostra vita, ogni vita umana è un dono: l’atto di donare i propri organi non è che una naturale conseguenza di un dono già ricevuto, la vita appunto che ci è stata donata. Permettetemi di concludere con un'annotazione del tutto personale: oggi 26 maggio 2011 io e Pio avremmo festeggiato il nostro ventiseiesimo anniversario di matrimonio. Non potevo ricevere miglior regalo di questo riconoscimento. Porgo a tutti il mio più sentito ringraziamento."

 

Martedì 11 ottobre 2005, alle ore 11, presso la chiesa dell'ospedale di Tivoli si è tenuta una S. messa in ricordo di Vanda, Socio fondatore dell'associazione, Vice segretario, già attivista dell'ANED, morta il 2 aprile 2005. Dopo la messa è stata scoperta una targa ricordo, predisposta dalla ASL RM G, posta all'interno del Centro dialisi dell'ospedale ed è stato presentato l'opuscolo "Tivoli: 14 anni di attività di Vanda Gorgati". Una cerimonia di ricordo per quanti hanno conosciuto Vanda e per riflettere sull'attività del volontariato.

La targa

Il marito Rolando e la sorella

La cerimonia

Scarica l'opuscolo  "Tivoli: 14 anni di attività di Vanda Gorgati"
11 ottobre 2010 il ricordo di Vanda a 5 anni dalla scomparsa

Luglio 2010 All’età di 71 anni ci ha lasciato Luigi Palumbo. Fin dall’inizio della dialisi 30 anni fa, è stato la punta di riferimento delle associazioni e delle persone a Cassino, la sua Cassino. Delegato ANED prima, nel 1995 ha condiviso l’avventura dell’Associazione Malati di Reni della quale è stato socio fondatore. Nell’associazione ha ricoperto l’incarico di revisore dei conti fino all’aprile scorso. Ha vissuto negli anni pioneristici della dialisi mettendo sempre in primo piano il bene comune e la funzionalità dell’ospedale. Un amico schietto, sincero, che non ha mai nascosto critiche o risparmiato elogi. Una perdita per la famiglia che sempre gli è stata vicino, a loro va un affettuoso abbraccio.


Il 30 ottobre 2013 è morto a 73 anni, Giuseppe Balzaretti. 30 anni di amicizia e di militanza. Le priorità fondamentali di Giuseppe erano la famiglia ed il lavoro, ma non ha mai dimenticato la solidarietà ed il volontariato verso gli altri, di quel volontariato che non chiede niente in cambio. Ho conosciuto Giuseppe tanti anni fa, una conoscenza legata alla comune malattia alla speranza di un futuro migliore con il trapianto, insieme abbiamo portato avanti le nostre rivendicazioni di malati prima nell’ANED successivamente nell’Associazione Malati di Reni dove ha dato il suo impegno di revisore dei conti fino all’aprile scorso, quando con la sensibilità che lo contraddistingueva mi disse di non poter continuare nel suo ruolo. Tante le persone impegnate nel mondo della sanità che ha conosciuto negli anni, con cui ha parlato della malattia e che ancora oggi ricordandolo continuano il loro lavoro impegnandosi nel mondo della nefrologia. La sua città di vita, Cisterna di Latina, lo ha visto in prima fila per far aprire e poi decollare il centro di emodialisi, per far si che cessassero i viaggi quotidiani per effettuare la terapia, centro finanziato, che tutti volevano, ma che nessuno si decideva ad attivare a pieno, anni di incontri e scontri fino ad arrivare alla manifestazione del 8 e 9 novembre del 1997, con il banchetto per la raccolta delle firme sotto il comune, un via vai di cittadini che avevano capito il problema e venivano a sostenere i loro concittadini. La sua attività verso gli altri malati resta tangibile con risultati visibili a tutti, una rispettabilità guadagnata sul campo che pochi possono far ricordare.


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