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Oggi
il trapianto di rene e la dialisi, nei Paesi ricchi, ridanno
la vita ai pazienti con malattie renali, che infatti non
muoiono più per insufficienza renale; ma in futuro anche
dialisi e trapianto lasceranno il posto a qualcosa di ancora
più entusiasmante, la rigenerazione dei reni: verranno messe
a punto tecniche di rigenerazione con cellule staminali, sia
iniettate nel tessuto renale del malato, sia staminali del
midollo osseo del paziente indotte (con farmaci) a migrare
nel rene per favorirne la rigenerazione spontanea.
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Ariela Benigni |
E' la
prospettiva tratteggiata sulla rivista Lancet nel numero
dell’aprile 2010 in una recensione firmata da Giuseppe
Remuzzi, Ariela Benigni e Marina Morigi dell'istituto Mario
Negri di Bergamo che fa il punto sugli ultimi risultati
della ricerca.
C'e'
inoltre la possibilità di trovare, nascoste nei reni,
cellule staminali adulte specifiche del tessuto renale, con
proprietà autorigeneranti che, opportunamente stimolate,
possano a loro volta contribuire alla rigenerazione
dell'organo.
Sempre
su Lancet, che dedica uno speciale alle malattie
renali, Marcello Tonelli dell'Università di Alberta in
Canada sottolinea che mentre nei Paesi in via di sviluppo,
dove trapianto e dialisi sono ancora un sogno, si muore
ancora di insufficienza renale, questo scenario è
praticamente cancellato in Occidente, dove chi ha un
problema renale cronico anche grave trova nuova vita in
dialisi e trapianto e di fatto sono i problemi
cardiovascolari e non i reni a metterne a rischio la vita.
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| Marcello Tonelli |
Molti
animali, soprattutto anfibi e pesci, hanno un'enorme
capacità rigenerativa spontanea dei tessuti, reni compresi,
in risposta a un danno acuto. Nei mammiferi questa capacità
è ridotta, ma non assente, ed un'ampia documentazione
scientifica, scrivono Remuzzi e colleghi su Lancet, dimostra
che ci sono molte vie per amplificare le capacità
rigenerative dei reni; per esempio attraverso le cellule
staminali adulte dell'organo.
La
ricerca di queste staminali sta andando avanti: in numerosi
lavori sono state individuate nel rene adulto umano
'nicchie' che custodiscono cellule con potenziale
rigenerativo.
Alcune
di queste staminali isolate da tessuto renale umano sano
sono state già testate con successo su topolini dimostrando
di poter indurre miglioramenti dei danni renali.
E non
è l'unica possibilità: 'cellule staminali adulte del midollo
osseo - scrivono gli autori del lavoro - potrebbero
contribuire al ricambio e alla rigenerazione di svariati
compartimenti del rene. Queste staminali, infatti, pur
essendo le progenitrici delle cellule del sangue, si
differenziano anche in molte altre linee cellulari. Ed è
noto da svariati studi che le staminali del midollo migrano
nel rene e partecipano al naturale ricambio dell'epitelio
tubolare e alla riparazione del rene dopo danno acuto'.
Il
problema è di spingere la rigenerazione quando il danno è
cronico e progressivo: in questo caso si è visto che farmaci
contro l'ipertensione, presi a lungo termine, possono
favorire un naturale, sia pur parziale, processo
rigenerativo.
'Studi
clinici miglioreranno la nostra comprensione dei geni che
governano progressione e regressione della malattia renale
cronica - concludono - e i geni associati a prognosi
positiva.
Inoltre il miglioramento delle conoscenze sui farmaci già in
uso che mostrino capacità protettiva nei confronti dei reni
potrebbe tracciare la strada verso nuovi percorsi
terapeutici.
Insieme questi progressi in genetica e nelle conoscenze sui
meccanismi di protezione renale contribuiranno a progettare
molecole che abbiano come bersaglio geni rilevanti per la
rigenerazione, che diverrà l'obiettivo finale sostituendo
dialisi e trapianto'.
http://salute.aduc.it/staminali/notizia/staminali+reni+punto+della+ricerca_117163.php
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