Rene impiantabile, una speranza, ma .......

home Chi siamo Iscrizione

Come sostenerci e 5 X mille

Contatti FAQ  
chiudi finestra

Shuvo Roy mostra la membrana del rene Shuvo Roy mostra il prototipo

Hemo Cartridge:  filtro sangue

 

blood in: entrata sangue

 

blood out: uscita sangue

 

ultra filtrate: ultrafiltrato

 

Bio Cartridge: Bio cartuccia

 

membrane: membrana

 

silicon substrate: substrato di silicio

 

bonding layer: strato per l'incollaggio

 

blod: sangue

 

membrane chips bonded back-to-back:

circuiti di membrane incollate consecutivamente

 

Una immagine della sezione del rene (ANSA)

PDF scarica The Times of India di New Dehli tradotto in italiano

Il 5 dicembre 2010, sul quotidiano The Times of India di New Dehli, è comparsa una notizia, che già da qualche mese, circolava in rete. Un ricercatore indiano, Shuvo Roy, che lavora negli Stati Uniti, ha creato un rene artificiale che si può anche impiantare. Finora il prototipo è stato sperimentato in laboratorio solo su piccoli mammiferi, ed ha ancora dimensioni troppo grandi per essere impiantato. Lo scienziato, che è a capo di un team della University of California-San Francisco, (nell’ambito di un consorzio di 10 diversi team di ricerca), dedicato alla messa a punto di microstrumenti biomedicali, ha chiesto ora l'autorizzazione a condurre i primi test sull'uomo. Il rene è costituito da uno strumento che, nella sua realizzazione finale, raggiungerà le dimensioni di una tazzina da caffè e che sarà in grado di svolgere le principali funzioni del rene umano, quali filtrare le tossine, regolare la pressione sanguigna e produrre vitamina D. Il sistema è a due stadi; nel primo vengono utilizzati particolari filtri microscopici per il filtraggio dal sangue delle tossine metaboliche, mentre nel secondo, all’interno di un bioreattore, si realizza, grazie ai più recenti progressi dell’ingegnerizzazione dei tessuti, la crescita di cellule dei tubuli renali destinate a mimare l’azione del rene nel bilanciamento di elettroliti, metaboliti e acqua in modo da poter far svolgere all’apparecchio diverse altre funzioni biologiche proprie di un rene sano. Funziona senza apparecchiature a batteria, a differenza del pacemaker, e si pensa possa durare almeno una decina di anni.

immagine del rene con la membrana (ANSA)

I ricercatori precisano che, non essendo a stretto contatto con altri tessuti, il rischio di rigetto è inesistente. Se questo strumento supererà i test necessari, saremo di fronte ad una sensazionale scoperta per tutti quei milioni di persone che dipendono dalla dialisi e che sono in disperata attesa di un trapianto. Le agenzie di stampa riportano che le previsioni per i tempi di realizzazione e utilizzazione clinica sull’uomo, vanno “da 5 a 7 anni”. La notizia è di innegabile importanza, ma, i medici italiani che hanno avuto l’opportunità di studiare da vicino il “rene impiantabile”, più realisticamente, prevedono tempi più lunghi - 10 anni almeno - per una sperimentazione adeguata, prima di passare all’applicazione clinica. Seguiremo gli sviluppi.

immagine del rene con il flusso sanguigno (ANSA)


chiudi finestra