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Recessione, sì, ma non per tutti |
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Nel precedente TI INFORMO
… mi ero cimentato con l’elenco dei “perché” siamo indignati.
Pensavo di aver scritto tutto, ma, ormai, non ci sono più limiti a
ciò che le nostre classi dirigenti sono capaci di architettare in
dispregio totale ai sacrifici e all’austerità che ci vengono
richiesti. Ecco la novità. Proprio mentre scrivevo quelle righe, il
parlamentino regionale del Lazio, non trovava di meglio da fare che
aumentare il numero dei politici cui riconoscere un vitalizio. Si
tratta di tutti quegli assessori, non eletti consiglieri regionali,
che sono stati chiamati “ad personam” a ricoprire l’incarico. Questa
brillante decisione è contenuta nella legge finanziaria regionale,
comprendente anche il bilancio previsionale per il 2012, che è stata
approvata con 40 voti a favore e 21 contrari. La manovra vale 1,7
miliardi di euro, tra tagli alla spesa (1,4 miliardi) e maggiori
entrate per 300 milioni di euro. Le entrate e le uscite del bilancio
di previsione 2012 sono pari a 28 miliardi e 770 milioni di euro, in
termini di competenza e in 36.556.032.644,38 euro in termini di
cassa. Il disavanzo sanitario 2011 è stimato in 840 milioni di euro.
La presenza di 14 assessori esterni aggraverà il bilancio non solo
del costo dei relativi stipendi ma, grazie alla norma fatta passare
nella finanziaria, anche con i vitalizi, “pensioni”, che, lo
ricordiamo, fino a ieri non erano previsti per gli assessori
“nominati”, ma non eletti, una stima della spesa è di un milione di
euro l’anno.
Vedrete che, in Regione, continueranno a dirci che non si sono i
soldi per le campagne di sensibilizzazione alla donazione degli
organi, per la rete organizzativa dei trapianti, per i trasporti da
e per i centri dialisi, magari anche per l’erogazione degli alimenti
aproteici, (che faticosamente siamo riusciti a far riattivare e che
ci aspettiamo possa essere nuovamente messa in discussione).
Sicuramente sopporteremo un aumento delle imposte regionali,
peraltro già annunciato, che andrà a sommarsi agli altri aggravi
stabiliti dal governo nazionale. Continueremo ad indignarci ma anche
a pagare e a subire una politica sempre più distante dalle esigenze
dei cittadini, una politica che non si differenzia più dal colore e
i cui provvedimenti, al mutare delle coalizioni, si assomigliano
sempre più. Questa sì che è una sospensione della Democrazia.
Un sereno 2012 e buona lettura.
Roberto Costanzi
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Regione Lazio: ripristinata l’erogazione degli alimenti aproteici
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Da lunedì 28 novembre, le
farmacie del Lazio hanno ripreso l’erogazione degli prodotti
aproteici. Per ottenere questo risultato, sono stati necessari tre
mesi di intensa attività, insieme a Cittadinanzattiva, anche se, a
ben vedere, si è solo procrastinata la risoluzione del problema.
Intanto, per due mesi, gli ammalati per i quali i prodotti erano
necessari, si sono sobbarcati gli oneri dell’acquisto sostenendo un
esborso di circa 240,00 euro ciascuno. La regione Lazio, senza
bisogno di alcun intervento legislativo, ha ottenuto un risparmio di
circa 730.000 euro. Cerchiamo di completare le informazioni
fornendovi alcuni dati.
Uno degli ostacoli, (oltre alle rivendicazioni di Federfarma per i
pagamenti alle farmacie), era l’aver superato il finanziamento
previsto per il 2011, situazione che, dall’assessorato alle
Politiche Sociali, è stata negata per tre mesi. Poi, con un
comunicato stampa del 24 novembre, ecco l’ammissione: "… abbiamo già
aumentato le risorse, portandole dai 3 milioni del 2010 ai 3,7 per
il 2011, secondo le nostre proiezioni questo importo è assolutamente
sufficiente. Infatti, sebbene per coprire l’intero fabbisogno del
2011 avremmo bisogno di 4,4 milioni di euro, il ritardo di tre mesi
nelle rendicontazioni da parte di Federfarma farà comunque gravare
le mensilità di ottobre, novembre e dicembre sulle risorse già
previste per il 2012". A parte la poco felice citazione dei mesi di
ottobre e novembre, pagati direttamente dagli interessati,
sottolineiamo il fatto che il mese di dicembre 2011, viene, di
fatto, finanziato con i fondi del 2012. Dal nuovo ministro della
Salute, Renato Balduzzi, arrivano, però, buone notizie; egli
infatti, in più occasioni, ha confermato ''Il proprio impegno al
completamento dell'iter dei nuovi LEA, (Livelli Essenziali di
Assistenza), al cui interno sono previste significative aperture
verso il mondo della disabilità''. Tra cui l’erogazione degli
alimenti aproteici. Seguiremo gli sviluppi.
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LA FISTOLA E LA RONDINE
Pensando ho dedotto
una affinità elettiva tra la fistola e la rondine:
la rondine
tenendola in mano, se la stringi troppo forte soffoca e
muore, se allenti troppo la presa scappa e vola via.
Alfio Pittiglio 2011 |
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Ernesta, Eleuterio persone comuni |
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Ernesta, Eleuterio |
Come ci è stato ripetuto tante volte, in Italia la
donazione degli organi tra persone viventi è abbastanza infrequente.
I dati ufficiali, con riferimento al 2010, parlano di 186 trapianti
di rene da vivente, molto al di sotto di nazioni europee con
popolazione simile alla nostra, (Inghilterra 1.026, Germania 665,
Francia 283, Spagna 240). Un secondo dato ci ricorda che le donne
donano più degli uomini, 69% contro il 31%.
Così abbiamo voluto raccontare la storia di Ernesta ed Eleuterio
Rossi, due fratelli di Bagnoregio, che questa esperienza l’hanno
vissuta.
Li incontriamo all’ospedale di Viterbo, dove, con grande scrupolo e
diligenza, si sono recati per i controlli programmati. E’ Ernesta la
prima a raccontare: “Noi veniamo da una famiglia numerosa con
familiarità con la malattia renale; già mio padre aveva dei
problemi, e, fin da allora, volevo donargli un mio rene, sentivo il
bisogno di aiutare la famiglia”.
Eleuterio, più riflessivo, aggiunge: “Quando è stato scoperto che
avevo la malattia, ho seguito tutte le terapie e con il tempo mi ero
rassegnato al mio futuro in dialisi; così, quando è iniziata nel
maggio 2008, ero tranquillo, mi ero anche preparato a cambiare
lavoro: da operaio metalmeccanico a commerciante, per adeguarlo alle
mie condizioni di salute”.
Entrambi avete una vostra vita familiare, che ci dite?
Ernesta: “Io ho 57 anni, sono sposata, 2 figli, 3 nipoti, il lavoro
a casa non mi manca di certo. Dall’intervento di prelievo del rene
non ho nessuna conseguenza, sono sempre attiva per tutto quanto c’è
da fare.
Eleuterio: “Io ho 61 anni, sposato con 2 figli. Dopo il trapianto
vivo normalmente, svolgo le attività giornaliere senza problemi.
Eluterio, quanto tempo sei rimasto in dialisi?
In dialisi sono rimasto per 8 mesi. Prima all’ospedale di Viterbo,
poi mi sono avvicinato a casa passando all’ospedale di
Montefiascone, entrambi gestiti dalla stessa èquipe sanitaria il cui
responsabile è il Dr Sandro Feriozzi. A causa della malattia e per
arrivare al trapianto ho tolto un rene. Nel periodo della dialisi mi
hanno seguito con professionalità e mi sono trovato bene, era
diventata una seconda famiglia, a forza di frequentarci, ci si
conosce e ci si rispetta.
Eleuterio, quando tua sorella ti ha comunicato la sua decisione
di donarti un rene che hai pensato?
Quando me lo ha detto, avevo già iniziato le visite mediche e le
analisi per inserirmi in lista di attesa. In un primo momento,
pensando alla sua famiglia, ho rifiutato, ma la sua determinazione e
le rassicurazioni di medici ed infermieri, soprattutto Patrizia
Galeotti che mi ha seguito passo passo, mi hanno fatto accettare.
Ernesta, la tua famiglia come ha preso la decisione?
Con preoccupazione, naturalmente. Tuttavia, la mia determinazione ad
aiutare Eleuterio e le rassicurazioni che ci hanno trasmesso prima
in nefrologia, poi al centro trapianti che non avrei avuto
conseguenze dall’intervento, hanno convinto tutti. Donando il rene a
mio fratello ho dato seguito alla mia volontà di aiutare la
famiglia.
Ernesta, Insieme avete seguito tutto il percorso per arrivare
agli interventi di donazione e trapianto, c’è un episodio che ti è
rimasto impresso?
Ho vissuto tutto il periodo con tranquillità. Ricordo, però, la
mattina dell’intervento, quando era tutto pronto e aspettavo di
essere portata in sala operatoria: sicuramente quello è il momento
che mi resterà impresso.
Eleuterio, dove è avvenuto l’intervento:
Al Policlinico Gemelli di Roma, il 20 gennaio 2009. Lei è stata
operata dal professor Jacopo Romagnoli ed io dal professor Franco
Citterio. Il decorso post operatorio è stato buono per entrambi e
siamo tornati presto a casa.
Ernesta, in questi giorni si parla della tecnica dolce per il
prelievo del rene con intervento in laparoscopia che, sembra, aiuti
le persone a decidere per la donazione. Tu come sei stata operata?
Con l’incisione. Certo non averla sarebbe stato meglio, per una
donna giovane sicuramente aiuta a decidere. Penso, però, che se si è
convinti della donazione e se si hanno le rassicurazioni giuste non
credo sia il tipo di intervento a condizionare la decisione.
Ernesta, un’ultima domanda, le donne donano più degli uomini, ti
senti una eroina?
Assolutamente No. L’ho fatto e lo rifarei, ero e resto una donna
normale, forse doniamo di più proprio perché siamo donne.
Il tempo è volato dialogando; dopo le foto di rito, ci salutiamo. Li
vedo allontanarsi uno affianco all’altra e si capisce quanta unione
c’è tra di loro.
Roberto Costanzi
Paolo Rossi
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Roma: nuova sede operativa dell’associazione |
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Grazie
all’ospitalità del Comitato di quartiere del Quarticciolo e al suo
presidente Umberto De Felice, la nostra Associazione ha una nuova
sede operativa, in Via Castore Durante n. 10, vicino al capolinea
del tram 14, facilmente raggiungibile dalla Stazione Termini, dove
si trova l’altro capolinea. All’interno dei locali operano altre
associazioni con le quali stiamo cercando di organizzare delle forme
di collaborazione. L’ampia sede, oltre alla nostra stanza dedicata,
ha una sala riunioni molto grande.
Non siamo ancora organizzati per una presenza costante, pertanto,
per incontrarci è necessario telefonare al numero 3291665932, e
fissare un appuntamento.
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ASL RM H:
nuovo centro dialisi all’ospedale di Anzio |
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Un momento della cerimonia
di inaugurazione |
Dopo oltre
30 anni di attività, il vecchio centro dialisi dell’ospedale di
Anzio ha chiuso i battenti. La struttura, oramai, mostrava tutti i
segni del tempo. Al suo posto il nuovo centro dialisi realizzato al
padiglione Faina, completato dopo decenni dall’inizio dei lavori. I
nuovi locali della UOC di Nefrologia e dialisi sono ubicati nello
stesso piano; nel primo corridoio vi è la sala emodialisi con 16
posti, una sala contumaciale, una per HBsAg positivi e una per le
urgenze, gli spogliatoi con i bagni e altri locali di servizio.
In un
secondo corridoio è sistemato il Day Hospital di nefrologia con 2
posti, la sala per l’addestramento della dialisi peritoneale con due
posti attrezzati, 4 ambulatori che vanno dalla pre dialisi al post
trapianto, gli studi medici ed infermieristici.
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uno scorcio della sala
emodialisi |
Vi è
inoltre una sala d’aspetto situata all’ingresso dei locali.
Completano la struttura i 3 posti letto di nefrologia operanti da
anni.
Decisamente soddisfatti il responsabile della UOC, Dr Franco Della
Grotta, e tutto il personale, che hanno seguito per anni l’iter
della nuova struttura.
Il 19 dicembre i nuovi locali sono stati inaugurati alla presenza
del Direttore Generale della ASL RM H, Dr Alessandro Cipolla, del
Direttore Sanitario Dr Amedeo Cicogna, del Sindaco di Anzio Luciano
Bruschini e del Sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta.
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Rivalutazione annuale contributo dialisi domiciliare |
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Per
quanti si sottopongono alla dialisi domiciliare, riportiamo il
calcolo per l’importo 2011 che le ASL devono erogare. Ricordiamo
che, secondo la DGR 1614/2001, l’importo deve essere annualmente
rivalutato secondo l’indice di inflazione programmato. Vi ricordiamo
altresì, che è ancora in vigore il Bonus Energia, e che per quanti
effettuano la emodialisi domiciliare e hanno il contratto per
l’utenza idrica con l’ACEA, c’è un ulteriore Bonus.
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2011 |
1,5
Dpef 18/06/2008 |
Emodialisi |
APD
Dialisi Peritoneale Automatizzata |
CAPD
Dialisi Peritoneale Manuale |
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€ 910,60 |
€ 607,00 |
€ 455,00 |
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Striscia la Notizia al Valmontone Hospital per la dialisi |
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L'intervista |
L’Associazione, da anni,
si occupa delle vicissitudini della mancata apertura del centro
dialisi presso l’ospedale di Valmontone. Della vicenda, questa
volta, si è addirittura interessata la famosa trasmissione “Striscia
la Notizia”. La loro attenzione è stata richiesta dalla figlia di
una persona che, residente nella cittadina, per sottoporsi a
dialisi, è costretta a recarsi lontano da casa. Tutto ciò perché gli
annunci di una imminente messa in funzione del centro dialisi
vengono puntualmente disattesi. Facciamo un breve sunto degli
avvenimenti. Il Valmontone Hospital è una gestione sperimentale
pubblico-privata del Presidio Ospedaliero di Valmontone. A tale
scopo, nel 2005, fu costituita una società formata da capitale
pubblico (20% Asl Roma G, 31% Comune di Valmontone) - che portò in
dote la struttura del vecchio ospedale cittadino, chiuso da anni e
privato (49% Magis Hospital, scelta con l’evidenza pubblica). Il
progetto della struttura prevede, tra l’altro, 12 posti per
l’emodialisi, quale Unità di Dialisi Decentrata dell’ospedale di
Colleferro. Il Valmontone Hospital fu inaugurato, centro dialisi
compreso, il 17 settembre 2006, dall’allora Assessore regionale alla
Sanità Augusto Battaglia, dal Direttore Generale della ASL Roma G e
da tutte le autorità locali. La cerimonia avvenne sotto una pioggia
torrenziale e, in quanto «bagnata», nelle dichiarazioni delle
autorità intervenute – ritenuta “fortunata”.
Qui si potrebbe mettere un punto. Infatti, dal 2006, nulla è più
accaduto. Le alterne vicende della politica regionale e la cieca
burocrazia, hanno prodotto come risultato il fatto che il centro non
venisse mai aperto. A tutt’oggi, i circa 20 pazienti che potrebbero
essere trattati nella struttura, sono costretti a recarsi in centri
molto distanti, perfino nella provincia di Frosinone. Così Jimmy
Ghione, la mattina del 16 novembre si è presentato in ospedale. Per
prima cosa la troupe ha filmato le attuali condizioni del centro
dialisi, indugiando sui cartelli che lo indicano e ne segnalano la
presenza. Poi è seguita l’intervista al Direttore Generale
dell’ospedale, Dr Gianfranco Trionfera, che ha ribadito la propria
volontà di arrivare alla soluzione della questione. Per concludere,
sono seguite le dichiarazioni dei rappresentanti dell’Associazione e
della persona che aveva fatto la segnalazione. La notizia è finita
anche su un settimanale locale, provocando le reazioni delle
autorità. Il Sindaco di Valmontone, Egidio Calvano, il 24 novembre
ha dichiarato che ora, nell’ambito degli interventi sanitari, il
prossimo obiettivo dell’Amministrazione comunale sarà quello di
garantire l’apertura, in tempo brevi, del Servizio di dialisi al
“Valmontone Hospital”. «Il servizio di “Striscia la notizia”
della scorsa settimana ha portato all’attenzione dell’opinione
pubblica una situazione che da tempo stiamo seguendo - ha detto il
sindaco – E’ tutto pronto, anche i macchinari sono stati da mesi
installati. Quello che manca è l’accreditamento da parte della
Regione, e su questo stiamo lavorando, per assicurare un servizio
importante a tanti cittadini che, oggi, sono costretti a sobbarcarsi
trasferte gravose per le loro condizioni di salute». Per la
cronaca il servizio è andato in onda il 9 dicembre.
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Il certificato medico: deontologia e diritto.
I certificati dei giorni presenza nel centro dialisi |
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Dr Angelo Emanuele Catucci |
Il certificato medico è la prestazione di carattere medico legale
più comune della medicina clinica e perciò è necessario che chi la
svolge abbia una chiara conoscenza del valore giuridico della
certificazione e ancor prima degli aspetti giuridici propri del
rapporto medico-paziente.
Rapporto che è di tipo contrattuale, con le conseguenze che da ciò
derivano per quanto inerente agli obblighi del sanitario e ai
diritti del paziente. Il medico nella sua attività pratica si pone,
infatti, finalità di ordine diagnostico a fini terapeutici, ma nel
caso della certificazione proprio per la sua finalità medico-legale
non è la sofferenza del paziente in sé considerata ad essere oggetto
di osservazione, ma piuttosto l'uomo come persona depositaria di
diritti e di doveri, soggetto ed oggetto ad un tempo della norma
giuridica. Il medico non può rifiutarsi di rilasciare al paziente
certificati relativi al suo stato di salute. Ovviamente il medico
può e deve rifiutarsi di certificare fatti che egli non abbia
costatato personalmente o che non siano supportati da riscontri
oggettivi e altrettanto ovviamente il medico deve rifiutarsi di
certificare fatti che egli sa non corrispondenti al vero.
Definizione. “Testimonianza scritta su fatti e comportamenti
tecnicamente apprezzabili e valutabili, la cui dimostrazione può
produrre affermazione di particolari diritti soggettivi previsti
dalle leggi, ovvero, determinare particolare conseguenze a carico
dell'individuo e della società aventi rilevanza giuridica e/o
amministrativa”.
Ogni medico abilitato all'esercizio della professione e iscritto
all'albo può rilasciare una certificazione.
Natura giuridica della certificazione. In base a quanto stabilisce
l’art 357 c.p. acquistano la qualifica di pubblico ufficiale gli
impiegati dello Stato o di altro ente o istituto pubblico o ogni
altra persona, sebbene non dipendente dallo Stato, che eserciti una
funzione pubblica. Con integrazioni successive è stato stabilito che
ciò che caratterizza questo ruolo è quello di avere poteri
autoritativi e certificativi.
Perciò acquistano la qualifica di pubblico ufficiale i consulenti
tecnici o periti d'ufficio, il direttore sanitario dell'ospedale, i
medici e gli odontoiatri ospedalieri o gli universitari
nell'esercizio delle loro funzioni; medici preposti alla pubblica
amministrazione, qualsiasi altro medico che presta la propria
attività come dipendente, sebbene non di ruolo, della struttura
pubblica; i medici INPS e INAIL; il medico specialista ambulatoriale
nell'espletamento della sua attività di diagnosi e di prescrizione
di prestazioni farmaceutiche ed ospedaliere; anche il medico libero
professionista che presti la sua opera presso case di cura
convenzionate; i medici della Polizia di Stato.
Ne deriva che chi attesta, certificandola, la presenza di un
soggetto presso un Centro di Diagnosi e/o Cura (come un Centro
Dialisi, così come previsto dalla DGR 1614/2001) ha il ruolo di un
Pubblico Ufficiale che testimonia per iscritto (secondo una norma
contrattuale ad elevato contenuto giuridico) un certo fatto (la
Cura) occorso ad un Paziente in un dato tempo. Se di interesse,
potranno seguire considerazioni sugli articoli di Legge contenuti
nei Codici Penale e Civile che individuano e sanzionano le false o
difformi attestazioni in ambito certificativo.
Dr Angelo Emanuele Catucci
Direttore SC Medicina Interna e Nefrologia
Ospedale Regina Apostolorum Albano Laziale
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Pranzo di Natale a Monte San Biagio |
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Un momento della festa |
Anche
quest’anno al centro dialisi di Monte San Biagio, UDD dell’ospedale
di Formia, si è voluto festeggiare il Natale. Il 18 dicembre, la
giornata è iniziata con la Santa Messa, celebrata presso il Centro
Dialisi
da don Emanule, giovane parroco di Monte San Biagio. Le offerte
raccolte sono state destinate alla Parrocchia che le utilizzerà per
opere caritatevoli.
Poi, tutti a pranzo, presso il Ristorante “Da Gianni Il Salernitano”
a Monte San Biagio. Menù misto di carne, pesce ecc.ecc,. musica,
karaoke a volontà. Grande partecipazione di pazienti, familiari,
infermieri, medici e proprietà.
Parecchi, poi, si sono cimentati con il canto specialmente il dr
Giancarlo Celaia, che si è esibito in numerosi pezzi classici di
canzoni italiane.
L’associazione è stata invitata alla festa ed ha partecipato con
Leonardo Traina, componente del direttivo, e che usufruisce del
centro durante il periodo estivo. Traina ha portato il suo saluto e
gli auguri dell’associazione. Ha partecipato alla giornata il Dr
Massimo Moscoloni, da poco pensionato, responsabile della nefrologia
dell’ospedale di Formia. Animatore della giornata il Dr Guido
Baldinelli.
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Mi Manca L’Aria |
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Il dolore per la morte di una persona
amata e la possibilità di trovare un barlume di speranza nella
donazione degli organi.
“Mi manca l’aria“, della ventiseienne
Selenia Orzella, edito da Aliberti, Euro
13,00, è un viaggio intenso e commovente ispirato dalla drammatica
vicenda personale dell’autrice. Un inno alla generosità, alla
speranza, alla caparbietà come unici punti d’appoggio a cui
sostenersi per risollevarsi dal baratro della sofferenza. Quella
profonda che colpisce quando si perde un genitore, ma che comunque
riesce a trasformarsi in forza, quando la si canalizza in un atto
d’amore e di grande altruismo come la donazione degli organi.
«L’amore, l’amicizia, la generosità verso il prossimo sono le uniche
chiavi per uscire dal tunnel» ha dichiarato la scrittrice tarantina
che ha voluto legare il suo romanzo al
F.I.R.E.,
Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia.
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