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| Assemblea annuale Roma 11 aprile 2010 |
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la sala con i partecipanti all'assemblea |
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la sala con i partecipanti all'assemblea |
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Roberto Costanzi durante il suo intervento |
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Pino A. Lanzetta durante il suo intervento |
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Giuseppe Scaramuzza segretario di Cittadinanzattiva Lazio |
Dr. Massimo Morosetti componente commissione regionale di vigilanza sull'emodialisi |
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Dr. Piergiorgio Simeoni segretario del Collegio dei primari nefrologi del Lazio |
Dr. Francesco Vendola nefrologo al presidio territoriale Nuovo Regina Margherita |
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Domenica 11 aprile 2010, presso l’Hotel Holiday Inn, in via Zanibelli a Roma, si è riunita l’Assemblea Generale dell’Associazione Malati di Reni Onlus, con il seguente O.d.G.: 1) Approvazione Bilancio Consuntivo 2009; 2) Approvazione Bilancio Preventivo 2010; 3) Relazione del Segretario Generale; 4) Dibattito con presentazione dei candidati al rinnovo delle cariche associative; 5) Votazioni e successivo scrutinio. Alle ore 9:30 il Segretario Generale apre l’assemblea ringraziando tutti i partecipanti che gremiscono la sala, circa 250 tra soci e familiari, e, dopo, le presentazioni di rito invita il Vice Segretario Tesoriere ad esporre le partite del Bilancio Consuntivo relativo all’esercizio 2009 e quelle relative al Bilancio Preventivo per il 2010. Pino A. Lanzetta illustra tutti i conti dello stato patrimoniale e del conto economico presenti nei due rendiconti specificando le attività e le passività nonché le uscite e le entrate dell’esercizio chiuso al 31/12/2009 e le previsioni di bilancio per quanto concerne il 2010. In particolare vengono rilevati incrementi di spesa, rispetto al 2008, di circa 2.000,00 Euro e maggiori entrate per una cifra anch’essa di circa 2.000,00 Euro, Lanzetta spiega anche quali sono i valori e i beni iscritti nell’attivo patrimoniale e quali i debiti iscritti nel passivo. Il Bilancio consuntivo rileva un avanzo di esercizio di 2.651.99 Euro, il preventivo un avanzo di esercizio paria 298.40 Euro. Dopo aver esposto i rendiconti Lanzetta chiede all’assemblea se ci sono domande o chiarimenti su quanto esposto, nessuno interviene e si passa quindi all’approvazione del Bilancio Consultivo che viene approvato all’unanimità; (leggi il bilancio consuntivo 2009 PDF) stesso esito ha l’approvazione del Bilancio Preventivo 2010, (leggi il bilancio preventivo 2010 PDF). Lanzetta illustra anche il Rendiconto sull’utilizzo dei contributi del 5 x 1000 al 31/12/2009, (leggi il bilancio del 5x1000 PDF) Al termine del suo intervento Lanzetta ricorda pochi numeri sull’associazione: - siamo arrivati alla tessera numero 2118; - nel 2009 606 soci hanno rinnovato l’iscrizione all’associazione; - 925 sono i soci attivi; - nel 2008 517 persone ci hanno indicato nella dichiarazione dei redditi per il 5 per 1000, seconda associazione di nefropatici tra la miriade italiana. A questo punto Roberto Costanzi da inizio alla sua relazione su quanto avvenuto nell’anno 2009 e sull’attività svolta dall’Associazione Malati di Reni: “Eccosi alla nostra 16° assemblea annuale, quest’anno per la prima volta ci troviamo in un centro congressi, non per snob, ma per praticità in quanto le operazioni di voto per il rinnovo delle cariche associative, ed il pranzo annuale ci avrebbero fatto perdere del tempo prezioso per gli spostamenti. Mi è stato detto di essere breve, e lo sarò, lascerò stare gran parte dei problemi che abbiamo affrontato con la Regione Lazio, anche perchè essendoci una nuova amministrazione che si sta insediando è doveroso darle fiducia prima di giudicarne gli atti. Una cosa però devo dirla, negli ultimi mesi siamo stati presi dalla vicenda dei prodotti aproteici per quanti hanno l’insufficienza renale in fase avanzata, quello che sembrava un atto improvviso del commissario straordinario alla Sanità laziale, nominato dal governo Professor Guzzanti, si è poco dopo rivelato un atto conseguente alla inefficienza della burocrazia regionale che per mesi ha tenuto il problema della spesa, sollecitato dal governo, nei cassetti senza occuparsene. Quando il 23 novembre il caso è esploso e siamo intervenuti, lo stesso giorno Cittadinanzattiva si è schierata con noi, come, ma questo era scontato, si sono schierate con noi le aziende produttrici dei prodotti. La nostra determinazione, la forza di Cittadinanzattiva ha fatto si che il problema è diventato di rilevanza, in pochi giorni sono stati pubblicati circa 50 articoli, radio e televisioni ne hanno parlato, tanti altri si sono uniti a noi. Tutti sapevano. Poi è subentrata la fase della mediazione, e qui l’associazione dei medici nefrologi ha fatto la sua parte, inviando in regione un documento con una relazione tecnica spiegando come e quando questi prodotti vanno prescritti. Poi la politica, prima il Consiglio regionale ha trovato i finanziamenti, successivamente in commissione regionale di vigilanza sono state tracciate le modalità di erogazione e deciso il tetto di spesa, che risulta più alto di Italia. Infine la fortuna dello spostamento della procedura amministrativa dall’assessorato alla sanità all’assessorato ai servizi sociali e quindi sotto la responsabilità dell’assessore, che ha predisposto in tempi record la delibera, portata in Giunta Regionale e fatta approvare. Tutto è stato ripristinato, ma per la noncuranza di alcuni, per 3 mesi quanti hanno mangiato prodotti aproteici se li sono pagati tutti. Ma solo nel Lazio ci sono stati dei risultati positivi alla vicenda, dato che questi prodotti non sono previsti erogabili dal governo altre regioni hanno fatto scelte scellerate, vedi l’Abruzzo, dove la scelta è decisamente sfavorevole per i malati, in quanto l’unico vantaggio che hanno è quello di poterli comprare nelle farmacie delle ASL con il 20% di sconto rispetto alle farmacie private. Ma non è finita qui in quanto con Cittadinanzattiva si sta studiando un progetto nazionale per affrontare il problema al ministero della salute. Alcune cose belle di cui andare orgogliosi voglio dirle: Abruzzo, in questi giorni siamo ad un anno dal terremoto, siamo stati all’ospedale de L’Aquila a luglio, e abbiamo toccato con mano il lavoro che l’equipe della nefrologia guidata dal primario Dottor Stefano Stuard aveva svolto per evitare che oltre al dramma del terremoto le persone in terapia dovessero anche andar via dalla città per effettuare la dialisi. Cosa hanno fatto: dopo 3 giorni dal terremoto è stato aperto, prima volta in Italia, il centro dialisi all’interno di una tenda della protezione civile, e dopo un mese è stato attivato il centro dialisi nel container, successivamente ingrandito, oggi accoglie oltre 70 malati. Inoltre le urgenze vengono trattate in quello che era l’ospedale del G8 dove è stata istallata una rianimazione di tutto rispetto. Ci siamo attivati, nel nostro piccolo ed abbiamo lanciato una sottoscrizione che ad oggi ha raccolto 2.531,00 euro più i 1.000 messi a disposizione dall’Associazione dai fondi del 5 x 1000. I lavori di ristrutturazione dell’ospedale vanno avanti e si intravede il giorno del rientro del centro dialisi, solo allora decideremo con il dottor Stuard come spendere i soldi che abbiamo raccolto. Una nota – solo il personale di un centro dialisi ha contribuito alla solidarietà che abbiamo lanciato – il personale dell’ospedale Santo Spirito, lo cito non per civetteria perchè la nostra sede storica è li, ma perchè un poco più di solidarietà tra colleghi francamente me la aspettavo. Siamo stati a Vicenza all’ospedale San Bortolo, a trovare il professor Claudio Ronco, che sta studiando una cintura con un rene portatile, nella scorsa estate, l’informazione, forse a corto di gossip, si era lanciata nel raccontare questa novità, sembrava che domani questa macchina avrebbe risolto tutti i problemi dei dializzati ed allora abbiamo deciso di vederci chiaro e come se non alla fonte dell’informazione? Il professor Claudio Ronco ci ha illustrato il lavoro svolto, ci siamo resi conto che è un progetto ambizioso e degno di essere seguito, ma che non sarà operativo domani, ma la fiducia in chi studia va data e noi abbiamo fatto la nostra parte pubblicizzando le vere immagini del rene portatile e le parole del professore. Abbiamo ricostruito il grande gesto d’amore della donazione delle cornee di Don Carlo Gnocchi, stimolati dalla beatificazione avvenuta il 25 ottobre scorso a Milano in quanto primo donatore, perchè la donazione delle cornee avvenne nel 1956, quando in Italia non c’era nessuna legge che lo consentiva, e il professor Cesare Galeazzi che seguì gli interventi di innesto nei due bambini rischiò un processo per atto medico illegale, Insomma, una grande gesto d’amore, ma illegale, tanto illegale e tanto meritorio che si scatenò una campagna stampa che pochi mesi dopo portò all’approvazione della prima legge italiana sulla donazione degli organi, Pio XII, ricordando Don Gnocchi fu il primo pontefice che parlò di donazione degli organi. Ricostruendo la storia di quei giorni mi sono imbattuto in diversi siti internet che riportavano parti della vicenda, quindi mi sono messo al telefono e sono riuscito a parlare con Silvio Casagrande uno dei due bambini che vede con la cornea di Don Carlo, lui abitato a raccontare la sua storia con pacatezza ed umanità, è rimasto sorpreso quando gli ho chiesto notizie e foto del Professor Galeazzi, non rintracciabile da nessun sito internet, ne tanto meno al Fatebenefratelli di Milano, eppure chiedevo del primo medico in Italia che eseguì un trapianto, mi ha rimandato dopo vari giri ad un nipote del Professore, che subito mi ha inviato la foto, sorpreso anche lui perchè era la prima volta che gli chiedevano dello zio. Infine abbiamo seguito quanto stanno facendo i dottori Roberto Pititto e Giovanni Amendola, responsabili di 2 centri dialisi calabresi che con l’associazione ASMEV Calabria, hanno attivato il primo centro dialisi ad Asmara, in Eritea nel Corno D’africa. Perchè l’abbiamo fatto, perchè pensiamo sempre che il sud Italia non va, invece cercando si scopre che ci sono persone, medici, che con il volontariato fanno tanto e donano il loro tempo per gli altri nei posti sperduti del mondo, e queste persone vanno sostenute con i mezzi che si hanno. Chiudo, con una dichiarazione aperta alla nuova amministrazione regionale: 4 problemi ci preoccupano per il nostro futuro che da domani verranno affrontati dal nuovo direttivo che oggi verrà eletto 1) Contributi spese per recarsi ad effettuare la dialisi ecc, nel luglio 2009 la Commissione regionale di vigilanza sull’emodialisi ha approvato il testo dell’aggiornamento della delibera 1614 del 2001, dove sono stati rivisti gli importi dei contributi e inserite delle norme di sicurezza per ASL e persone. Da allora la norma è ferma in assessorato. 2) da oltre un anno sempre la Commissione regionale di vigilanza sull’emodialisi ha approvato il testo della delibera per far si che quando una persona in dialisi viene ricoverata in riabilitazione, strutture che nel Lazio sono solo private accreditate, la dialisi venga retribuita alla società a parte, in quanto con le rette previste per la riabilitazione le società non guadagnano e quindi è diventato sempre più difficile poter essere ricoverati in queste strutture in caso di bisogno, ne sono previste strutture pubbliche che hanno sia la riabilitazione che la dialisi. Anche questa norma è ferma in assessorato. 3) Il registro dialisi Lazio ci dice che sono inferiori al previsto le persone in dialisi iscritti in lista di attesa per il trapianto e quelli iscritti lo sono soprattutto in un solo centro, perchè? O sono poche le persone in dialisi trapiantabili o c’è dell’altro, stiamo cercando di capirlo per trovare una soluzione vera, di norme per far si che le persone si possano iscrivere in lista di attesa per il trapianto di rene, nella nostra regione ne sono state scritte a sufficienza, forse non vengono applicate nei centri dialisi, dalle ASL? Servono nuove norme o rigidi controlli? Spero che nel cercare le risposte a questi quesiti di avere di nuovo a fianco le organizzazioni dei medici nefrologi. 4) ma non ultimo la salvaguardia della nefrologia, come sapete la regione Lazio ha in progetto, anche se parzialmente ridimensionato dalle dichiarazioni del nuovo governatore, di ridurre i reparti specialistici negli ospedali, effettuando degli accorpamenti e riducendo le autonomie dei responsabili, e loro stessi. La nefrologia ospedaliera è in questa forbice, molte strutture di nefrologie ospedaliere, centri di riferimento sono a rischio autonomia e quindi di continuare l’attività che svolgono. Noi ci siamo già opposti questa estate con gran parte della Commissione regionale di vigilanza sull’emodialisi e continueremo a farlo. Questi quattro punti di fatto saranno il programma base per il prossimo anno, per il nuovo direttivo, sperando che alla prossima assemblea si potranno comunicare i risultati ottenuti Ringrazio il direttivo uscente che in questi 3 anni si è adoperato per l’associazione, un ringraziamento particolare a quanti hanno deciso di lasciare: Luigi Palumbo, Serafino Colasanti, un augurio a tutti i candidati a gestire l’associazione nei ruoli a loro più adatti affinché il patrimonio associativo che in questi anni è stato creato possa continuare per il futuro. E patrimonio dell’associazione è il ricordo degli amici che non ci sono più, quest'anno sono 5 anni che ci ha lasciato Vanda Gorgati, con noi è Rolando la famiglia ha deciso di ricordarla insieme all’associazione”. Terminata la relazione, il Segretario Generale invita i partecipanti ad intervenire per aprire un dibattito su tutto ciò che riguarda l’attività svolta e su gli obiettivi che l’Associazione si propone di raggiungere. I primi interventi sono del Prof. Massimo Morosetti, componente della commissione regionale di vigilanza sull’emodialisi, e del Dr. Piergiorgio Simeoni segretario del collegio dei primari nefrologi del Lazio che sottolineano come, grazie alla collaborazione con l’Associazione si sono raggiunti importanti risultati nel miglioramento, nella prevenzione e nella cura delle malattie renali. Segue l’intervento di Giuseppe Scaramuzza segretario regionale di Cittadinanza Attiva, il quale spiega che l’alleanza con l’Associazione Malti di Reni nella battaglia per il ripristino della erogazione dei prodotti aproteici ha consentito il raggiunto dell’obbiettivo prefissato, sottolinea, inoltre l’importanza delle associazioni nel proporre alle varie amministrazioni nuove Leggi per la tutela della salute pubblica. Interviene, inoltre, il Dr. Francesco Vendola che ringrazia per l’impegno dell’Associazione nel proporre l’apertura di un centro dialisi presso il Presidio Ospedaliero Nuovo Regina Margherita, previsto dopo la chiusura dell’ospedale S. Giacomo. Terminati gli interventi si passa alla presentazione dei candidati per il rinnovo delle cariche in scadenza: Per il Consiglio Direttivo BERTOCCHI PAOLO CACCARO NICOLA CHINCA MARIO COSTANZI ROBERTO FAZI CESARE AUGUSTO LANZETTA PINO ALFREDO LOCHE LEONARDO MIRON MIRELA MIHAELA MOLLE GIANFRANCO ORAZZO VINCENZO PAGANO PATRIZIA TRAINA LEONARDO Revisori dei conti: BALZARETTI GIUSEPPE ROSSI PAOLO SCOPIGNO ROLANDO Per il Collegio dei Probiviri: BARBANERA NERVINO BIANCO RODOLFO LANZETTA MARILINA MAFALDA Tutti i canditati al Consiglio Direttivo, presenti in sala, fanno un breve intervento di presentazione al termine del quale si da inizio alle operazioni di voto, viene nominato l’organo per la gestione dello scrutinio. Al termine delle operazioni si rileva il seguente risultato: Per il Consiglio Direttivo COSTANZI ROBERTO voti 109 ORAZZO VINCENZO voti 94 MIRON MIRELA MIHAELA voti 55 CHINCA MARIO voti 51 PAGANO PATRIZIA voti 50 TRAINA LEONARDO voti 36 BERTOCCHI PAOLO voti 32 LANZETTA PINO ALFREDO voti 28 LOCHE LEONARDO voti 19 MOLLE GIANFRANCO voti 16 CACCARO NICOLA voti 12 FAZI CESARE AUGUSTO voti 12 Revisori dei conti: ROSSI PAOLO voti 45 BALZARETTI GIUSEPPE voti 35 SCOPIGNO ROLANDO voti 24 Per il Collegio dei Probiviri: BIANCO RODOLFO voti 42 LANZETTA MARILINA MAFALDA voti 35 BARBANERA NERVINO voti 33 Finite le operazioni di scrutinio delle schede, Costanzi ricorda a tutti che oltre ai sette componenti eletti del direttivo, tutti i candidati verranno convocati per le riunioni continuando la tradizione del direttivo allargato. Nessuno chiede la parola e il Segretario Generale dichiara chiusa l’Assembla, precisando che i nuovi titolari della cariche si insedieranno nella riunione del Consiglio Direttivo che sarà convocata a breve termine, con i saluti di rito alle ore 13:05 viene chiusa la seduta, e si passa nella sala per il pranzo sociale al quale partecipano la maggior parte dei presenti all’assemblea, conversando serenamente insieme ad un buon pasto. |
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