Nel segno di Roberto Costanzi, l’Associazione Malati di Reni guarda al futuro

7 Settembre 2026

Tempo di lettura: 4 min.

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La scomparsa del Presidente storico dell’Associazione Malati di Reni, Roberto Costanzi, ha lasciato un vuoto profondo tra i soci, i volontari e quanti hanno condiviso con lui oltre trent’anni di impegno a tutela delle persone affette da malattie renali. Ma, come ha sottolineato il nuovo Presidente Leonardo Loche nel corso dell’Assemblea dei soci dello scorso aprile, «questa non è una commemorazione, si commemora chi non c’è più. Roberto, invece, è ancora presente nel pieno della sua essenza di abile costruttore e conduttore di questa comunità».

Un messaggio che racchiude il senso della continuità: non fermarsi davanti alla perdita, ma trasformarne l’eredità in un nuovo slancio.

Loche, che per anni ha affiancato Costanzi nel ruolo di Vice Presidente, coordina oggi un Consiglio Direttivo deciso a proseguire il cammino iniziato oltre trent’anni fa, conservandone i valori e, allo stesso tempo, rinnovando strumenti, linguaggi e modalità di presenza sul territorio.

Come ha ricordato nel suo intervento, «non stiamo salutando Roberto, gli stiamo confermando che andremo avanti con il suo esempio. Nessuno di noi da solo potrà fare ciò che lui ha fatto, ma tutti insieme riusciremo a non mandare perso questo capitale umano che ci ha lasciato».

È proprio nello spirito del “fare insieme” che nasce il nuovo percorso dell’Associazione.

 

Una comunicazione più moderna e vicina ai soci

Il Direttivo ha avviato un importante progetto di aggiornamento dell’immagine e della comunicazione dell’Associazione.

Tra le prime novità vi sarà il rinnovamento del logo, simbolo di un’organizzazione che desidera conservare la propria identità aprendosi però alle nuove forme di relazione con i soci e con la società.

Cambieranno anche gli strumenti informativi. Lo storico periodico “Ti Informo”, che per anni ha rappresentato il principale mezzo di comunicazione dell’Associazione, verrà sospeso per lasciare spazio a strumenti più rapidi, efficaci e facilmente accessibili. Il sito internet è già oggetto di un profondo aggiornamento e sarà affiancato da nuovi canali digitali capaci di informare tempestivamente i soci sulle iniziative, le attività e le opportunità offerte dall’Associazione.

Non si tratta semplicemente di un cambiamento tecnologico, ma di una scelta strategica: essere più vicini alle persone e raggiungerle con modalità più immediate.

 

Più presenza sul territorio

Accanto all’innovazione digitale cresce anche la volontà di rafforzare la presenza diretta tra i soci.

Nei prossimi mesi saranno organizzati incontri nelle diverse province del Lazio, momenti di confronto durante i quali il Direttivo ascolterà esigenze, raccoglierà proposte e condividerà i progetti futuri dell’Associazione.

Non mancheranno iniziative dedicate alla socialità: gite, incontri conviviali e occasioni di aggregazione, perché, come ricordato dal Presidente, l’Associazione è prima di tutto una comunità.

Richiamando la figura di Roberto Costanzi, Loche ha infatti affermato che «si usa dire siamo una famiglia. Tutti abbiamo una famiglia di nascita. Solo persone come Roberto hanno la capacità di fare famiglia». Ed è proprio questo il patrimonio umano che il Direttivo intende custodire e rafforzare.

 

Difendere la sanità, promuovere prevenzione e trapianto

Il rinnovamento organizzativo non modifica la missione dell’Associazione.

Nella relazione assembleare il Presidente ha ribadito la preoccupazione per le difficoltà che attraversa il Servizio Sanitario Nazionale e per una sanità che rischia sempre più di misurare le cure sulla base dei costi anziché dei diritti delle persone.

Per questo l’Associazione continuerà a battersi affinché la prevenzione della malattia renale cronica diventi una vera priorità sanitaria. Individuare precocemente la patologia significa ritardare l’ingresso in dialisi, migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre anche i costi per il sistema sanitario.

Allo stesso tempo proseguirà l’impegno per la diffusione della dialisi domiciliare, quando possibile, e soprattutto per la promozione della cultura della donazione e del trapianto, che il Presidente ha definito la terapia sostitutiva che deve diventare la prima scelta ogni volta che le condizioni cliniche lo consentano.

 

Un’Associazione aperta alla società

Uno degli obiettivi più importanti del nuovo corso sarà quello di aprire sempre più l’Associazione al mondo esterno.

Come spiegato da Leonardo Loche, il percorso era già stato immaginato e avviato da tempo nella sua progettazione: coinvolgere non soltanto chi vive direttamente la malattia, ma tutta la società civile.

«Dobbiamo aprirci alla società, far capire che ci siamo, che siamo fondamentali per la difesa dei diritti dei malati, dobbiamo convincere che sostenerci umanamente, economicamente, professionalmente e socialmente può solo fare del bene a tutti.»

È un messaggio che supera i confini della nefrologia e richiama il valore della solidarietà come responsabilità collettiva.

 

Continuità e futuro

L’Associazione Malati di Reni affronta quindi una nuova fase della propria storia senza rinnegare il passato, ma anzi facendo della lezione dei nostri fondatori la propria bussola.

Innovazione della comunicazione, rinnovamento dell’immagine, maggiore presenza sul territorio, apertura alla società, tutela dei diritti dei pazienti, prevenzione, donazione e trapianto saranno i pilastri del lavoro dei prossimi anni.

Con lo stesso obiettivo che  ha guidato fin dalla nascita la nostra Associazione e che Leonardo Loche ha voluto ricordare al termine della sua relazione:

«Se con l’operato dell’Associazione riusciremo ad evitare ad una sola persona quanto abbiamo sofferto noi, avremo raggiunto il nostro scopo.»

Una frase che rappresenta, ancora oggi, il programma e l’identità dell’Associazione Malati di Reni.

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