Come è noto una percentuale di circa il 4% dei pazienti che sono in attesa di un trapianto renale da donatore cadavere aspetta da più di 10 anni e la causa principale di questa loro lunga permanenza in lista è dovuta alla presenza di anticorpi contro un pannello rappresentativo della popolazione dei potenziali donatori. Sono questi i pazienti che vengono chiamati iperimmuni per i quali è molto difficile trovare un donatore compatibile e che richiedono, per aumentare il più possibile le possibilità di essere trapiantati, di essere valutati con un numero molto elevato di donatori. Il Centro Nazionale Trapianti, per facilitare l’accesso al trapianto renale a questi pazienti iperimmuni, ha attivato dal 1 febbraio 2011, il Protocollo Nazionale Iperimmuni (PNI) con il quale si vuole dare a livello nazionale priorità di assegnazione dei reni per ogni donatore cadavere di rene. Sono stati iscritti, in questa prima fase, quei pazienti che sono in attesa di un trapianto di rene da oltre 10 anni ed hanno al tempo stesso un titolo anticorpale molto elevato (> 80%).

Per ogni donatore cadavere, indipendentemente dalla regione di provenienza, viene prima valutato se in questa lista nazionale di pazienti iperimmuni c’è qualche ricevente che può ricevere un rene e solo successivamente, se non ci sono pazienti selezionati, i reni sono assegnati secondo i programmi di allocazione regionali. Questo Protocollo Nazionale Iperimmuni testimonia come la Rete Trapiantologia Nazionale ponga una particolare attenzione a quei pazienti, come i riceventi iperimmuni, che presentano una particolare criticità ad accedere ad un programma di trapianto.